La manifestazione
L’Empoli è brutto, il punto è d’oro
Fatica e caldo bloccano le gambe degli azzurri ma alla fine ci sono i motivi per sorridere
EMPOLI. È un pareggio che profuma di vittoria, quello dell’Empoli. Già, perché arriva al termine di una gara sempre sofferta e giocata malissimo nel primo tempo, perché arriva con l’ultimo spicchio di partita consumato in10 contro 11 e, soprattutto, perché le rivali o fanno lo stesso (Livorno) o addirittura peggio (Nocerina e Ascoli). Così, al di là di meriti e demeriti, alla fine l’Empoli si trova ad aver guadagnato una posizione (visto che è in vantaggio negli scontri diretti coi marchigiani) e ad avere lo stesso vantaggio sulle altre ma con una giornata in meno da giocare.
Toccare il fondo. Ed è davvero tanta roba, anche perché nei primi 45 minuti la truppa di Aglietti, probabilmente, a livello di gioco tocca il fondo. Certo c’è il merito dei berici, perché quella vecchia volpe di Cagni ha preparato benissimo la partita con pressing alto e gli esterni assai propensi all’offesa, ma è soprattutto l’Empoli a mancare. Con le gambe, principalmente, perché nonostante i tre nuovi innesti rispetto al recupero di martedì (nel 4-3-1-2 iniziale ci sono Regini, Zé Eduardo e Saponara), la condizione presenta il conto alla quinta gara degli ultimi 15 giorni e con l’improvvisa esplosione di caldo (siamo di poco sopra ai 30 gradi). Un conto salato, visto che il Vicenza, semplicemente, arriva prima su ogni palla, vince i contrasti, va a velocità doppia. La supremazia territoriale, insomma, è schiacciante. Gli azzurri, poi, non sono neanche fortunati, perché Maccarone (non uno a caso) prende un colpo nei primi minuti ed esce al 37’ dopo aver fatto solo presenza. Pochi istanti dopo, invece, si concretizza il solito errore-orrore per scavare il solco. Anche stavolta, infatti, la truppa di Aglietti riesce a farsi infilare in contropiede, con Ficagna che sbaglia l’intervento finale e Paolucci che s’invola e guarda negli occhi Dossena prima di freddarlo. È un vantaggio meritato, comunque, quello dei biancorossi. Basta pensare che lo score degli angoli, al riposo, recita un clamoroso 10-2 per la Cagni-band.
Le correzioni. Nella ripresa l’Empoli riparte con Gorzegno al posto di Regini (che lamenta problemi fisici) e con un 4-3-3 già abbozzato nella parte finale della prima frazione (Saponara a destra, Dumitru centrale e Tavano a sinistra) che regala un pizzico in più di equilibrio agli azzurri. Il resto lo fa il Vicenza, che un po’ cala fisicamente un po’ s’abbassa a difesa del prezioso pari. Un rischio. Anche perché l’Empoli, che pure fatica tantissimo, di qualità ne ha. Come quella di Lazzari, che rivela Saponara (crampi) al 17’ per la terza sostituzione forzata di Aglietti. Il fantasista ha un impatto eccezionale sul match. A 120 secondi dal suo ingresso, infatti, viene smarcato da un bel tocco di Dumitru, sfonda sulla sinistra e crossa in area dove Buscé, con un destro al volo, fulmina Frison a riporta gli azzurri a vedere la luce. Ora, anzi, il trend è addirittura favorevole a Stovini e soci che, dal punto di vista nervoso, ne hanno di più e potrebbero anche provare a vincere. Un successo, d’altra parte, significherebbe salvezza (non matematica ma praticamente raggiunta). Solo che proprio l’uomo in più, Lazzari, cade nel tranello e, al 38’, si fa espellere per un fallo di reazione su Gavazzi (che meritava la stessa sorte per aver calpestato l’azzurro, ma Massa non vede la prima parte dell’azione incriminata). L’ultimo spicchio di gara, insomma, è di nuovo di sofferenza. Totale, visto che anche Dumitru (ora esterno sinistro nel 4-4-1 disegnato da Aglietti) e Tavano partecipano alla fase difensiva. Ma anche il Vicenza è a corto di birra e quando Soligo (41’) e Abbruscato (45’) ci provano da fuori trovano sempre i guantoni di provvidenza-Dossena.
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