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RISCHIA 1 PUNTO MA CI SONO GLI ARGOMENTI PER DIFENDERSI
di FEDERICO MENICHINI* L'Empoli Fc è stato deferito per violazione dell'articolo 4, comma 5, del Codice di Giustizia Sportiva, secondo cui «le società sono presunte responsabili degli illeciti...
di FEDERICO MENICHINI*
L'Empoli Fc è stato deferito per violazione dell'articolo 4, comma 5, del Codice di Giustizia Sportiva, secondo cui «le società sono presunte responsabili degli illeciti sportivi commessi a loro vantaggio da persone ad esse estranee. La responsabilità è esclusa quando risulti o vi sia un ragionevole dubbio che la società non abbia partecipato all'illecito o lo abbia ignorato».
Detta tipologia di responsabilità, da sempre oggetto di censure, a mio avviso condivisibili, sotto il profilo della legittimità, costituisce l'unica forma di illecito svincolata dalla responsabilità di tesserati del club deferito. In altre parole, la Procura Federale non ha accertato nessuna violazione da parte di atleti e dirigenti dell'Empoli ma, poiché terzi avrebbero alterato una gara dalla quale il club azzurro ha conseguito un beneficio, è stato elevato il deferimento. La particolarità di tale fattispecie consiste in una sorta di inversione dell'onere della prova: non è la Procura a dover dimostrare che la società fosse colpevole, bensì l'Empoli che dovrà fornire prova, o quantomeno destare un ragionevole dubbio nell'organo giudicante, di non essere stata in alcun modo consapevole dell'irregolare svolgimento della partita. Obiettivo, questo, ritengo assolutamente raggiungibile, laddove si consideri che la gara non aveva alcuna influenza sulla classifica degli azzurri, che nessun tesserato dell'Empoli è stato deferito, neppure per omessa denuncia, che i giocatori che avrebbero alterato il match non presentano alcun legame, neppure passato, con il club azzurro.
Nella precedente tornata di deferimenti, la medesima contestazione aveva raggiunto Spezia e Viareggio, entrambe prosciolte, la prima dalla corte di giustizia federale Figc, la seconda dopo aver proposto ricorso al Tribunale Nazionale di Arbitrato per lo Sport del Coni.
L'organo Coni, in ordine a fattispecie simili a quella che coinvolge l'Empoli, ha già in passato, fin dal caso Pisa-Albinoleffe del 2004, dimostrato di essere maggiormente garantista nei confronti dei club. In quest'ultimo caso (annullamento della penalizzazione inflitta dalla Caf al club nerazzurro) venne stabilito che «la presunzione (di responsabilità nda) sarà vinta non solo quando si accerti positivamente l'estraneità della società a qualsiasi forma di compartecipazione materiale o morale, bensì anche nel caso in cui la prova della partecipazione sia insufficiente e contraddittoria. Ad analoga conclusione dovrà giungerai in mancanza della prova...».. Argomenti, questi, che ben potranno essere utilizzati dall'Empoli nell'imminente procedimento disciplinare nel quale, probabilmente, sarà richiesta dalla Procura Figc l'irrogazione della penalizzazione di 1 punto in classifica, da scontare, qualora la sanzione sia afflittiva, nella corrente stagione, altrimenti nella prossima.
Pertanto, il club azzurro, coinvolto in maniera assolutamente marginale, e del tutto incolpevole, appare sì esposto a rischi concreti, ma dispone di apprezzabili margini per uscire indenne da sanzioni.
*legale dello studio Grassani
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