Il Tirreno

Empoli

L’Empoli sotto processo e Corsi va al contrattacco

di David Biuzzi

La società deferita per responsabilità presunta in merito al derby col Grosseto Il presidente: «Siamo scocciati ma sereni e a Carobbio chiederemo i danni»

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EMPOLI. Sì, c’è anche l’Empoli. È, cioé, fra i 22 club che la Procura della Figc ha deferito alla Commissione disciplinare nazionale nel primo filone di inchieste (quello che, a livello penale, è portato avanti da Cremona) sul calcioscommesse. C’è con una posizione particolare, però. Il deferimento, infatti, è scattato per il derby con il Grosseto del maggio 2010 e l’accusa è di responsabilità presunta. Unico caso, fra tutti le società finite nel mirino, in cui la Procura federale ha scelto l’articolo meno pesante (le altre hanno tutte la responsabilità oggettiva), ma che comporta anche una difesa diversa, perché bisogna provare l’innocenza, e che lascia diversi punti interrogativi. Ma andiamo per ordine.

L’accusa. «La società Empoli Fc – recita il comunicato della Figc – per responsabilità presunta per l’illecito sportivo commesso a proprio vantaggio da persone ad essa estranee in occasione di Empoli-Grosseto del 20/05/2010». Ed ecco il primo punto interrogativo, visto che nessun tesserato dell’Empoli, né di oggi né della stagione 2009/2010, risulta nell’elenco delle 62 persone deferite e che nessun tesserato dell’Empoli è stato interrogato dalla Procura della Figc. Per quella gara, in realtà, gli accusati sono Carobbio, Joelson, Acerbis, Job e Turati, tutti giocatori biancorossi del tempo, oltre al Grosseto per responsabilità oggettiva, con l’aggravante dell’effettiva alterazione del risultato e della pluralità di illeciti. Un po’ lo stesso discorso di un’altra gara degli azzurri incriminata, Empoli-Mantova 4-0 del 23/03/2010. Solo che in questo caso Gervasoni ha confessato che gli ospiti fecero tutto da soli. Nel caso del derby, invece, Carobbio avrebbe detto di aver saputo di un accordo senza essersene occupato direttamente e senza sapere chi lo avrebbe raggiunto. Strano. Come strano che nella prima ordinanza della Procura di Cremona (quella che portò all’arresto dello stesso Carobbio) si diceva che i giocatori del Grosseto sarebbero stati d’accordo con gli “zingari” per perdere quella partita (sulla quale, comunque, non ci sono poi state scommesse).

La difesa. In casa Empoli, infatti, la notizia del deferimento è stata accolta con sorpresa, ma anche con serenità. «È una scocciatura per noi – sottolinea il presidente Corsi – ma dal punto di vista della Procura credo sia stato più che altro un atto dovuto. Ci ha tira in ballo Carobbio, ma si tratta di illazioni. È un accusa leggera, rispetto alle altre, e credo che ci siano le basi per poter essere sereni. Certo – continua – visto il deferimento avrei preferito che la Procura ci avesse chiamato prima per chiarire o almeno per informarci». L’Empoli, intanto, si è affidato all’avvocato Nino D’Avirro, del foro di Firenze, per difendersi nel prossimo processo davanti alla Cnd. «Ci difenderemo, ma ora penso soprattutto a vincere sabato col Vicenza». In attesa di difendersi, però, Corsi attacca Carobbio. «Se penso che questa estate pensavamo di prenderlo mi vengono i brividi. Comunque questo signore dovrà rispondere di quello che dice. Chiederemo i danni perché lo dobbiamo a noi stessi, ai nostri soci e ai nostri tifosi».

Altri servizi alle pagine 14 e 15

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