Il Tirreno

Empoli

Torna il sole sul cielo dell’Empoli

di David Biuzzi
Torna il sole sul cielo dell’Empoli

Paura e tanta sofferenza contro il Gubbio, ma alla fine è arrivato quel successo che serviva

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EMPOLI. Se alla vigilia del match avessero chiesto all’Empoli come avrebbe voluto vincere, visto che il successo era d’obbligo, probabilmente avrebbe chiesto di farlo esattamente così. Già, perché nella sfida del primo maggio c’è stato tutto e il contrario di tutto. Tanta sofferenza, soprattutto, ma anche la voglia e la capacità di gettare il cuore oltre l’ostacolo, di mordere il pallone, di volere fortissimamente il risultato e di andarselo a prendere. Uno di quei successi, insomma, che può e deve darti più dei 3 pesantissimi punti portati in dote. Già, perché è arrivato grazie a quelle armi che sono assolutamente necessarie per coronare la corsa alla salvezza.

Il black out. Compresa la fortuna. Già, perché stavolta l’Empoli l’ha avuta. Nei primi 30’ in particolare, quando la truppa di Aglietti, in pratica, non ha giocato. Colpa, probabilmente, del gol incassato a freddo. E non solo per il diluvio che si è abbattuto sul Castellani a pochi minuti dall’inizio del match. No, il colpo potenzialmente mortale è stato quello inferto da Guzman al minuto numero 2, quando il fantasista eugubino ha trafitto Dossena al primo affondo scaraventando alle spalle del portiere azzurro una respinta un po’ maldestra e sicuramente corta di Moro su cross di Mario Rui. Ha sbandato, eccome, l’Empoli. In quel momento la squadra, ma anche il popolo azzurro, hanno visto i fantasmi. Già, perché mentre gli azzurri continuavano una gara da encefalogramma piatto, gli umbri hanno sfiorato il raddoppio uccidi-partita al 18’ (bravo Dossena su Graffiedi) e soprattutto fra il 25’ e il 26’, quando hanno colpito due pali in un minuto: prima con un clamoroso rimpallo Dossena-Stovini, poi a causa di una presa sbagliata del portiere su tiro dalla lunga di Lunardini. Quasi una disfatta, insomma. Ma proprio a quel quasi si è aggrappato l’Empoli. Che, al 30’, è finalmente entrato in partita con una sberla di Lazzari deviata da Donnarumma. Un episodio banale, ma che pure ha stravolto la storia del match.

Un’altra partita. Addirittura ne è iniziata un’altra, con la truppa di Aglietti che è sembrata quasi una banda di pirati. Un arrembaggio vero e proprio, insomma, quello di Stovini e soci, che già nell’ultimo spicchio del primo tempo ha prodotto almeno 5 occasioni (dal gol-fantasma di Moro all’errore di Tavano al 47’). Tati sprechi, troppi sprechi. Che hanno pesato sull’inizio di ripresa, interpretata con un ritmo meno sostenuto. Qui, però, è stato bravo Aglietti. Che prima, all’8’, ha aumentato la qualità in partenza dell’azione con Valdifiori (per Coppola), poi, al 14’ ha sganciato Saponara per Zé Eduardo passando a un 4-4-2 di stampo offensivo. Bingo. Già, perché già al 15’ Big Mac ha rimesso le cose a posto avventandosi come una belva affamata su un cross di Moro (che aveva rubato palla a Guzman più o meno con lo stesso spirito). Il pareggio, ovviamente, ha messo le ali all’Empoli. Che ha sfiorato subito il bis con Lazzari, ma che poi l’ha trovato nel modo più bello al minuto numero 25. Già, perché oltre a ritrovare il successo gli azzurri hanno ritrovato il loro bomber: Tavano. Proprio lui, Ciccio-gol, che in precedenza aveva fallito occasioni colossali, si è fatto trovare nel posto giusto al momento giusto per spingere nella porta sguarnita la difettosa respinta di Donnarumma sulla sventola dalla lunga di Buscé. Dalla grande paura al trionfo, insomma, passando da tanta sofferenza (una compagna fedele di questa tormentata stagione). Un po’ come il cielo sopra il Castellani: prima pioggia a catinelle e nuvoloni neri durante il match, poi il primo sole di maggio a salutare l’acuto degli azzurri.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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