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L’Empoli si ritrova al Bentegodi

di David Biuzzi
L’Empoli si ritrova al Bentegodi

Tanta difesa e il sacrificio di tutti: così gli azzurri riescono nell’impresa di fermare il Verona

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VERONA. Chiamateli i leoni del Bentegodi. Già, perché gli azzurri, con sacrificio e sofferenza, riescono a fermare la marcia interna del Verona (12 vittorie consecutive) e addirittura a non far segnare gli scaligeri in casa, impresa che finora non era mai riuscita a nessuno. È un punto d’oro, insomma, quello che l’Empoli porta a casa. Certo è presto per capire che peso potrà avere nella corsa verso la salvezza, ma dopo due pesanti ko consecutivi sembra davvero oro colato.

Resistere, resistere, resistere. Al via l’Empoli disegna il 4-3-1-2 annunciato (la sorpresa è in panchina: Hysaj), mentre Mandorlini sceglie il 4-3-3 per il Verona (che al 13’ perde Maietta per infortunio: dentro Ceccarelli) con Lepiller nel tridente. Gli azzurri hanno pure un ottimo impatto, sul match, con Brugman che recupera due palloni in 1 minuto ma le conseguenti ripartenze producono solo un corner. Un po’ poco. Come poco sembrano durare le buone intenzioni di Stovini e soci. Nel senso che lasciano il pallino del gioco in mano agli scaligeri e ridurre al minimo gli spazi. Così la squadra s’allunga e per Maccarone e Tavano diventa difficile giocare da soli. Ma nel piatto, ovviamente, vanno messi anche i meriti dei veneti che cercano con foga il successo che potrebbe valere la vetta (momentanea) della classifica vista la decisione su Torino-Padova. Il primo squillo dei padroni di casa, così, arriva al 7’, con Jorginho che impegna Dossena dalla lunga. Un episodio, questo, che da l’avvio a un ottimo momento dei gialloblù. L’Empoli contiene, ma fatica a ripartire. Anche perché in mezzo l’uomo in più non pesa. Quindi serve ancora un ottimo Dossena, all’11’, per dire di no a una punizione di Lepiller, mentre al 16’ è Pichlmann a sprecare da due passi. Il gol sembra nell’aria, ma gli azzurri si compattono all’indietro (a partire da Brugman, che in pratica marca Tachtsidis) e limitano i danni. Lo fanno così bene che il Verona torna a farsi vivo al 42’ (ancora bravo Dossena ad anticipare Pichlmann al limite poi Jorginho non trova la porta dai 35 metri) mentre l’Empoli batte un colpo allo scadere con Tavano (largo).

Solidità e spirito. La ripresa inizia con Guitto al posto dell’acciaccato Moro, ma il peggio (anche pensando ai prossimi impegni) arriva poco dopo, quando Maccarone s’arrende a problemi muscolari e lascia il posto a Mchedlidze. Cambi obbligati a parte, un po’ come nel primo tempo il Verona spinge tantissimo nel primo spicchio di frazione, con Gomez che prima sfiora la porta (3’), poi costringe Dossena a un altro intervento complicato (14’) e infine conclude largo di poco col sinistro (26’). Passata la sfuriata, però, l’Empoli torna a difendesi sì con molti uomini, ma anche con molto ordine. Tanto che, poco dopo la metà del tempo, Mandorlini cambia i giocatori offensivi (Ferrari per Pichlmann e Galli per Lapiller)e modulo (dal 4-3-3 al 4-3-1-2). Aglietti, però, risponde prontamente sganciando Valdifiori per Brugman. Il regista, al rientro dopo oltre 4 mesi, porta più fisicità davanti alla difesa mentre Guitto va alle spalle di Tavano e Mchedlidze. Un altro mattoncino per costruire un pareggio d’oro, visto che gli azzurri sembrano addirittura crescere col passare dei minuti. L’ultimo sussulto arriva al 43’, quando i gialloblù reclamano un rigore per un contatto fra Regini e Ferrari (che esagera nella caduta dopo un contatto sul piede d’appoggio che comunque c’è), ma Gallione lascia correre. È la fine dei giochi, perché i 4’ di recupero scorrono senza altri squilli e l’Empoli porta a casa un punto che ha voluto, difeso con grande ardore e, quindi, ottenuto con pieno merito.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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