Il Tirreno

Empoli

DOPO IL BLITZ A MONSUMMANO

La differenza canestri è l’unico “cruccio” in casa Koipack

EMPOLI. Tornare dal difficile campo di Monsummano con il rammarico di aver visto girare sul ferro la palla del +9 che avrebbe ribaltato la differenza canestri dell'andata era quasi impensabile alla...

2 MINUTI DI LETTURA





EMPOLI. Tornare dal difficile campo di Monsummano con il rammarico di aver visto girare sul ferro la palla del +9 che avrebbe ribaltato la differenza canestri dell'andata era quasi impensabile alla vigilia. Ma la Koipack non finisce più di stupire e con questa vittoria si è portata sul terzo gradino della classifica in ampia compagnia (Pontedera, Bottegone e lo stesso Monsummano). «A due giornate dalla fine con 34 punti è incredibile non avere ancora la certezza matematica dei playoff – spiega coach Marco Mosi – ma questo girone è diverso dagli altri e ci toccherà affrontare a tutta birra i prossimi scontri diretti a Cagliari e con San Giovanni. Perdendoli rischieremmo di restare a bocca asciutta e sarebbe un peccato dopo tutto quello che abbiamo fatto».

Sabato scorso i biancoazzurri hanno trovato un palazzetto caldo e un'avversaria forte. «Siamo partiti bene prendendo un buon margine. Poi si è verificato un episodio strano con un doppio antisportivo fischiato nel giro di tre minuti al lungo Ambrosino con la conseguente espulsione. Tutto a norma di regolamento visto che sul primo fallo aveva fermato un contropiede a campo aperto e sul secondo aveva alzato il gomito a gioco fermo, ma ovviamente l'ambiente si è surriscaldato e i padroni di casa hanno raddoppiato le energie recuperando tutto lo svantaggio. Dalla seconda frazione siamo ripartiti tenendo sempre in pugno la partita. Solo alcuni canestri "impossibili" dalla grande distanza hanno tenuto in carreggiata Monsummano. A 2 minuti dalla fine sul 64-66 (bomba di Biagioni, ndc) era ancora tutto da giocare. Un canestro di Malfatti un contropiede dopo palla recuperata da Falconi hanno chiuso il conto. È' mancata solo la ciliegina del ribaltamento della differenza canestri con l'ultimo tiro che ha toccato due volte il ferro prima di uscire. Non è stata come qualità la nostra miglior partita, ma solo con una prova d'autorità si poteva compiere questa impresa».

La Koipack coi suoi giovani continua ad essere una mina vagante. «Gli ingredienti di questa bella stagione sono il costante rendimento dal punto di vista tecnico-atletico, la fiducia trovata dai giocatori e la profondità della rosa. A questo proposito vanno sottolineati i primi 5 minuti "veri" disputati da Matteo Baggio del 1993 che aveva esordito a San Giovanni a risultato acquisito».©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

La manifestazione

Firenze, oltre 2.000 studenti in corteo: «Se ci togliete il futuro noi vi blocchiamo il presente»

di Redazione Firenze