La manifestazione
È primavera e Valdifiori sta sbocciando
Ieri ha giocato il secondo tempo del test: «Mi sento pronto per provare a dare una mano in questo intenso finale»
EMPOLI. Nomen omen, dicevano i latini. Il nome è un presagio, cioé, e in effetti è una massima che per lui calza a pannello. Mirko Valdifiori, infatti, ha vissuto una stagione difficile, travagliata, ma ora che è arrivata la primavera (anche se a guardare il cielo non sembrerebbe...) è letteralmente sbocciato.
La scorsa settimana, infatti, è tornato a consumare almeno una parte degli allenamenti con il gruppo dopo due mesi e mezzo di terapie e lavoro differenziato. E ieri, a meno di una settimana di distanza, ha disputato anche il test contro la Primavera. È entrato nella ripresa, il centrocampista, giostrando nel ruolo di interno sinistro fino alla fine. «Ovviamente in 40 minuti (tanto è durata la frazione, ndr) sono riuscito nell’impresa di rimediare due o tre colpi. Battute a parte, però, è stato bello tornare a giocare – spiega – anche se era solo una partitella».
A quando una partita vera?
«Questo non dipende da me. Ora posso dire di essere tornato a disposizione. Poi starà al mister decidere se e quando buttarmi dentro. Di sicuro sono contento. Il ginocchio mi sta lasciando in pace e sapere di poter dare una mano in un momento così importante e con tante partite da giocare è già molto».
Anche perché si lascia alle spalle mesi molto difficili.
«Preferisco dire particolari. Parlare ora in certi termini, dopo la tragedia di Morosini, mi sembra fuori luogo. Il suo dramma ha toccato tutti noi e, infatti, tutti noi abbiamo voluto essere a Livorno per dargli l’ultimo saluto».
Allora torniamo a parlare della sua situazione attuale.
«Meglio. Ripeto, il fatto di non sentire quel dolore assurdo al ginocchio è già molto. A livello di condizione non saprei dire come sto. Ho lavorato, in questi mesi, per non restare troppo indietro, ma è chiaro che non posso essere al meglio. Di sicuro sento di poter sopperire con la voglia e con le motivazioni».
Armi che anche l’Empoli deve fare sue.
«Ma lo ha fatto, lo ha fatto. Lo dicono le prestazioni dell’ultimo periodo. È la strada giusta ed è su questa strada che dobbiamo restare».
Già da sabato.
«Il Modena è una buona squadra ed è pure in salute. Però abbiamo dimostrato di poter vincere con la capolista come di poter perdere con l’ultima della classe. Dipende da noi, insomma. E se sapremo esprimere il nostro reale valore riusciremo a farcela. L’importante è dare tutto, contro il Modena e negli altri “spareggi” che ci aspettano in questo finale».
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