Gioco
Il ritorno di Signorelli L’Empoli scopre l’esempio da imitare
Dopo 2 mesi fra tribuna e panchina si è fatto trovare pronto «È stata dura, ma non potevo mollare alle prime difficoltà»
EMPOLI. Ogni partita, ogni momento di una stagione è un po’ come una medaglia: ha due facce. E anche in casa Empoli, dopo la clamorosa sconfitta di Nocera, c’è nè una. È quella, un po’ abbronzata, di Franco Signorelli. Già, perché il centrocampista italo-venezuelano è tornato nella mischia dopo due mesi consumati fra panchine e tribune, ed è pure riuscito a disimpegnarsi egregiamente, con tanto di assist per il gol del vantaggio firmato dal solito Maccarone. Non potrà sorridere a 32 denti, insomma, ma sicuramente ha dimostrato di esserci, di esserci ancora.
«Sono molto dispiaciuto per il risultato – spiega – come del resto lo sono i miei compagni. Però sono contento della prestazione. Era da tempo che non giocavo e credo di essermi fatto trovare pronto. Sono uscito stremato, poi, proprio perché non disputavo una gara da due mesi e, oltretutto, bisognava correre molto per dare una mano a contenere i loro esterni».
Però ultimamente succede spesso, nel vostro gruppo, che tutti si facciano trovare pronti.
«È cambiata la mentalità. Ora c’è più voglia di lottare, di combattere. Da parte di tutti. Ogni volta che scendiamo in campo, sia in partita che in allenamento, tutti cercano di dare il massimo. Ed è la strada giusta per arrivare alla salvezza».
Intanto, però, a Nocera è stata letteralmente gettata alle ortiche una grande occasione.
«Questo dice il risultato. A mio avviso, però, la nostra prestazione resta positiva. Solo nel finale è mancato qualcosa».
Ma che cosa?
«Forse è calata un po’ la concentrazione. Di sicuro, come spesso ci è capitato quest’anno, gli episodi ci hanno girato tutti contro. Compreso quel rigore inesistente che ci ha condannati. Certo non possiamo attaccarci a queste cose, perché sappiamo che la colpa è stata nostra, ma 5 minuti non possono cancellare quello che di buono è stato fatto prima».
Però siete tornati a casa a mani vuote.
«E quindi non ci resta che voltare pagina. E lavorare forte, ancora più forte di prima, per andare a Bergamo a riprenderci i punti che abbiamo perso l’altra sera. Sappiamo che ci attende un’altra partita dura, ma sappiamo anche che con prestazioni così i risultati arrivano per forza».
Vietato mollare, insomma.
«Esatto. Non dobbiamo farci scoraggiare da una partita finita male. Il lavoro dell’ultimo periodo sta dando i suoi frutti e dobbiamo insistere».
Un po’ quello che ha fatto lei: non ha mollato.
«Ho continuato a lavorare duramente, mettendoci sempre tutto l’impegno possibile. E così sono riuscito a farmi trovare pronto quando sono stato chiamato in causa».
Però non deve essere stato tutto così facile come ci racconta adesso...
«In effetti no, non lo è stato. Non nego di aver passato momenti difficili. Mi aspettavo di giocare di più, è chiaro, e stare fuori non è certo il massimo per un giocatore. Però non si può “sparecchiare” (testuale, ndr) alle prime difficoltà. Ho stretto i denti, ho cercato di lavorare sempre più intensamente e con sempre maggiore impegno e così ho intenzione di fare da qui alla fine».
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