Sicurezza
L’Empoli è pronto alla lotta parola di capitan Stovini
Il difensore ha giocato tanti anni al sud e conosce le insidie della sfida di Nocera «Troveremo un ambiente caldo ma ora siamo consapevoli dei nostri mezzi»
EMPOLI. Ne ha viste e vissute così tante in carriera che non può essere certo una trasferta “calda” a spaventarlo. Lui, Lorenzo Stovini, conosce bene il calcio e fin troppo bene i campi del sud (è stato protagonista a Catania come a Lecce passando da Reggio Calabria) per non sapere che domani, a Nocera Inferiore, l’Empoli dovrà affrontare un avversario motivato e un pubblico appassionato pronto a trasformarsi in un autentico uomo in più.
Lo sa, insomma, che la trasferta è piena di trappole. Ma non si spaventa. E, cosa ancora più importante, si sbilancia anche per i suoi compagni di squadra, giovani compresi. «Sicuramente quella in casa della Nocerina sarà una gara particolare – sottolinea il capitano azzurro – i nostri avversari si giocano molto, una fetta importante delle residue speranze di salvezza, e ci sarà sicuramente un ambiente caldo. Anche per noi, però, è una gara molto importante e siamo pronti a dare battaglia».
Magari darà qualche consiglio ai suoi compagni?
«Non ce n’è bisogno. Ormai abbiamo acquisito fiducia nei nostri mezzi e anche una consapevolezza importante».
E sarebbe?
«Che possiamo fare bene contro qualsiasi avversario. Ne abbiamo le possibilità, lo abbiamo dimostrato anche contro il Torino, ma a patto di stare sempre sulla corda, con le antenne dritte, correndo molto e dando il meglio di noi stessi».
E poi, come accennava, anche per l’Empoli la posta in palio è alta.
«Esatto. Ci aspettano ancora tante battaglie, non solo quella di Nocera, e non è certo questo il momento di allentare la presa».
Eppure, dopo una vittoria come quella sul Toro, il pericolo di un rilassamento c’è sempre.
«Quello di sabato scorso è stato senza dubbio un bel successo. Ci ha dato morale, fiducia, ma in termini di classifica è cambiato poco o niente visto che anche altre concorrenti, come Vicenza e Crotone, hanno vinto. Lo sappiamo, però, e non credo che ci sia il pericolo di un rilassamento».
Ma c’è anche questa brutta storia della scommesse che potrebbe far pensare a una salvezza a tavolino.
«Non possiamo permetterci di fare certi ragionamenti e non li facciamo. Se succederà qualcosa si vedrà a tempo debito, ma noi vogliamo salvarci sul campo e farlo anche il prima possibile».
Anche perché, rispetto a un paio di mesi fa, il traguardo sembra alla portata.
«Lo è sempre stato. Anzi, questa poteva e doveva essere una stagione diversa. Purtroppo è andata com’è andata, ma ora è inutile guardarsi indietro e recriminare. Conta solo l’obiettivo che abbiamo davanti, conta solo raggiungerlo».
Però si vede che qualcosa è cambiato.
«Secondo me e secondo i miei compagni non siamo mai stati una squadra da buttare. Nel calcio a volte basta poco per cambiare rotta, ma vi assicuro che noi abbiamo sempre lavorato con lo stesso impegno».
Ma con risultati diversi.
«Questo è il calcio, ripeto. Ma ripeto anche che ora non conta guardarsi indietro. Ora dobbiamo solo dare il massimo, a partire da domani contro la Nocerina».
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