Sicurezza
L’eredità di Ciccio-gol non spaventa Dumitru
Tocca alla “freccia nera” provare a non far pesare troppo l’assenza del bomber «Uno come lui non si può rimpiazzare, ma sono pronto a dare il meglio di me»
EMPOLI. Ci sono giocatori che hanno un peso specifico importante, nel calcio, e che si fanno sentire sia quando ci sono sia quando stanno fuori. Nell’Empoli è il caso di Ciccio Tavano, primo marcatore di sempre nella storia del pallone azzurro, e dalla sua ormai probabilissima assenza nella sfida di domani con il Torino. La ferita al tallone, quella rimediata sette giorni fa nel match in casa del Sassuolo, non si è ancora cicatrizzata e nella migliore delle ipotesi il bomber andrà in panchina. La sua eredità, così, cadrà sulle spalle di Nicolao Cardoso Dumitru. Un ragazzo, è vero, ma anche un giocatore che, la scorsa stagione, era abituato a fare il vice del “matador” Cavani o del “pocho” Lavezzi.
«Ma un giocatore come Tavano – spiega la “freccia nera” dell’attacco empolese – non si può sostituire. È chiaro che ci mancherà, perché è un attaccante eccezionale che segna spesso e che riesce a essere importante per la squadra anche quando non fa gol».
Cos’è, ha paura?
«Neanche un po’. Ribadisco che uno come Tavano non si sostituisce, punto e basta. Io sono semplicemente Dumitru e se il mister deciderà di chiamarmi in causa cercherò di dare il meglio di me stesso».
Si sente pronto?
«Mi sento bene. A livello fisico è da un po’ di tempo che le gambe girano a dovere. E anche mentalmente sono a posto».
In effetti sembra che nell’ultimo periodo lei abbia fatto passi da gigante.
«Ne avevamo parlato anche qualche settimana fa. Mi sono reso conto che avevo sbagliato alcuni atteggiamenti e ho cercato di cambiarli».
E ora cosa si aspetta da questo finale di stagione?
«La salvezza. Il resto non conta. E per raggiungere questo obiettivo abbiamo una sola possibilità: dare sempre il massimo per cercare di ottenere sempre il massimo. Ci mancano ancora 3 o 4 vittorie, secondo me, per arrivare in porto e dobbiamo centrarle al più presto».
Anche col Toro?
«Certo non è l’avversario più semplice che poteva capitarci. Non a caso i granata sono in testa alla classifica. Però dobbiamo dare tutto per battere anche i primi della classe».
Come?
«Serve grande attenzione, è chiaro, perché nel Toro ci sono grandi giocatori. Ma serve anche la voglia».
In che senso?
«Che non bisogna aver paura di vincere. Un difetto che, secondo me, nel match con il Sassuolo ci ha un po’ frenato. Perché la gara l’abbiamo avuta in pugno noi per molto tempo e dovevamo sfruttare l’occasione».
Ma non è mancata un po’ di qualità in avanti?
«Il mister ci chiede di attaccare in 11 e di difendere in 11. Questo, tradotto in termini pratici, significa che bisogna correre molto. Così, magari, perdi un po’ di lucidità negli ultimi 16 metri. Ma il campo ha detto che questa strada è quella giusta e quindi dobbiamo continuare a percorrerla. Sia domani, col Torino, che in tutte le altre gare che ci separano dal nostro traguardo».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
