Attenzione
Si chiama stanchezza il nuovo nemico da battere
Gli azzurri hanno già disputato quattro partite dall’inizio del mese di marzo e l’emergenza non consentirà ad Aglietti di cambiare più di tanto col Sassuolo
EMPOLI. Il Sassuolo di per se era già abbastanza forte, ma in vista dell’anticipo di venerdì gli azzurri dovranno guardarsi anche da un altro paio di avversari: l’appagamento e la stanchezza. Il primo, dopo due vittorie consecutive, più che altro è un rischio. Ed esorcizzarlo tocca soprattutto ad Aglietti, che già ieri (tanto per essere chiari) ha ripreso a “martellare” i suoi come se contro Varese e Bari non fosse successo niente. La stanchezza, invece, è un pericolo reale ed è figlio di almeno due componenti come gli impegni ravvicinati e l’emergenza.
Gestire. Fra le normali gare di campionato e il recupero contro la Samp, in sostanza, gli azzurri non hanno mai potuto tirare il fiato. Dall’inizio del mese di marzo, cioé, la squadra ha già disputato quattro partite e recuperare le energie, sia nervose che fisiche, non è semplice. Tanto più che stavolta c’è un giorno in meno di lavoro (visto l’anticipo) e, soprattutto, che i ricambi cominciano a scarseggiare. «Dovremo essere bravi a gestire le energie – sottolinea il preparatore atletico Sorbello – e stiamo cercando di portare avanti un lavoro mirato proprio verso questo obiettivo». Intanto Aglietti ha iniziato, ieri, le prove tattiche ripartendo dallo stesso undici di sabato scorso, anche perché le varianti – come accennato – non sono certo moltissime.
Uno per reparto. In teoria, però, almeno un cambio per reparto potrebbe esserci. Non a caso, sempre ieri, il tecnico ha alternato Gorzegno sia con Regini che con Ficagna (con l’ex doriano che andava a fare il centrale con Stovini), Moro con Guitto e Coppola (con Zé Eduardo punto fermo della mediana) e Saponara con Brugman. In avanti, invece, c’è Dumitru per far rifiatare, in caso di necessità, Tavano o Maccarone. Ma la seduta di ieri è stata improntata soprattutto sulla fase di non possesso palla e, comunque, cambiare uno dei due bomber sembra un’ipotesi più remota.
L’infermeria. L’abbondanza, invece, continua a regnare in infermeria. Non a caso, ieri, sul terreno del Castellani c’era quasi mezza squadra al lavoro, differenziato, con il professor Selmi. Il problema, però, è che fra i tanti infortunati solo Mchedlidze potrebbe tornare a disposizione (per un posto in panchina) entro un paio di giorno. Per il resto, invece, il lavoro dello staff medico è orientato sulla settimana successiva. E, in questo caso, se non ci saranno nuovi intoppi sia Mori (problemi al ginocchio) che Lazzari (pubalgia) potrebbero farcela per la sfida con il Torino. Vinci (lesione muscolare) tornerà per Pasqua, mentre Valdifiori e Tonelli devono ancora terminare le terapie. Gallozzi sta meglio, ma non ancora bene e Shekiladze è in attesa di rientrare nei parametri dopo aver avuto l’epatite virale. Nella seduta di oggi pomeriggio, insomma, Aglietti avrà a disposizione gli stessi uomini con cui ha lavorato ieri.
Panchine calde. Intanto, fra le dirette concorrenti, c’è chi sta peggio. Nel Gubbio, ad esempio, l’ex Simoni avrebbe annunciato di voler tornare a fare il dirigente e la squadra dovrebbe essere affidata al vice (fresco di nomina) Alessandrini. Nell’Albinoleffe, invece, traballa la panchina di Salvioni.
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