Sicurezza
Ha vinto la pubalgia Lazzari costretto allo stop
Da due mesi il fantasista convive con questo problema e ora non riesce a correre «Ma al mister ho detto che se ci sarà bisogno sono disposto a stringere i denti»
EMPOLI. Stavolta non ne può fare a meno: deve fermarsi. Già, nonostante la generosità e il coraggio Flavio Lazzari deve alzare bandiera bianca, almeno momentaneamente, ha un avversario insidioso e anche un po’ scorretto. Si chiama pubalgia.
Una convivenza poco piacevole di un paio di mesi non è stata sufficiente per addomesticarla. Anzi, il quadro clinico generale è peggiorato – anche se la situazione non è drammatica – e il fantasista deve dire basta almeno per una settimana. La risonanza magnetica, infatti, ha evidenziato uno stato infiammatorio giudicato di media entità. Il dottor Morelli e il resto dello staff medico, così, hanno deciso di sottoporlo a terapie specifiche per almeno sette giorni, poi sarà fatto nuovamente il punto della situazione. Tanto basta, però, per toglierlo di mezzo per la sfida di sabato contro il Bari. «Farei di tutto per esserci – sottolinea il giocatore – ma proprio non ce la faccio. Nell’ultimo periodo, per essere a disposizione in questi impegni ravvicinati, mi sono sottoposto a diverse infiltrazioni antidolorifiche e ora, fatalmente, pago il conto. Lunedì ho provato ad allenarmi, ma non ce la facevo neanche a correre. Mi dispiace molto, insomma, ma devo proprio fermarmi».
Basterà una settimana di terapie per rimetterla in sesto?
«Lo spero, lo spero proprio. Ovviamente non saprei dirlo con esattezza, ma ho già parlato con medici, dirigenti e allenatore e ho dato la mia massima disponibilità».
In che senso?
«Che ora era il caso di fermarsi, ma che in futuro sono pronto a stringere di nuovo i denti se ci sarà bisogno di me. Valuteremo di volta in volta, insomma, anche secondo le esigenze dell’allenatore».
Certo ora si spiega come mai le sue partite duravano al massimo 60 minuti...
«Sicuramente la pubalgia ha influito, ma spesso sono state anche le scelte del mister. Che ovviamente accetto, sia chiaro».
Però questo problema è venuto fuori proprio nel momento in cui stava giocando con continuità e giocando anche piuttosto bene.
«Mi succede sempre così, purtroppo. Anche nella scorsa stagione venne fuori quel problema al ginocchio che mi costrinse ad operarmi. È una maledizione, ma non so cosa farci. Anche perché cerco sempre di comportarmi con la massima professionalità sia in campo che nella vita privata. Si vede che è il mio destino».
E il destino dell’Empoli quale sarà?
«Posso solo dire che saremo noi a costruircelo. Tante cose sono andate storte in questa stagione, ma ora stiamo rialzando la testa e quello che conta è continuare a fare bene».
Anche senza Lazzari?
«Non sono così presuntuoso da considerarmi indispensabile. Mi dispiace non poter dare il mio contributo, ma in questo gruppo non mancano certo i valori importanti. Più che gli assenti, dunque, bisogna pensare a chi c’è e fare bene. Già dalla partita di sabato, quella contro il Bari».
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