Il Tirreno

Empoli

Insieme si può, parola dell’Unione club

di David Biuzzi
Insieme si può, parola dell’Unione club

Il presidente Bagnoli lancia un appello al popolo azzurro ma parla anche della tessera e della “Scuola del tifo”

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EMPOLI. Da una parte la tessera del tifoso che cambia, dall’altra la rincorsa verso il traguardo salvezza, ma sempre passando per gli incontri della “Scuola del tifo azzurro”. Sono giorni caldi, insomma, per i rappresentati dell’Unione club.

Ma il presidente Athos Bagnoli, in vista della sfida interna contro il Bari, non si lascia sfuggire l’occasione di lanciare un appello al popolo azzurro. «È un momento importante del campionato – spiega – e mai come ora c’è bisogno dell’aiuto di tutta la città. C’è da salvaguardare un patrimonio di tutti, la serie B, e sabato vorrei uno stadio pieno d’entusiasmo per aiutare la squadra».

Anche perché il successo di Varese ha interrotto un digiuno che sembrava senza fine.

«La squadra è viva, sta lottando, e per questo merita il massimo supporto. L’esempio sono i ragazzi della Maratona, che già col Livorno hanno dato una mano nonostante il risultato negativo. Ora, d’altra parte, bisogna accantonare le simpatie personali, la qualità del gioco e pensare solo alla salvezza. Se lo faremo tutti insieme sarà più facile conquistarla. Ha ragione il ds Carli quando dice che d’ora in poi ci aspettano solo spareggi. E noi dobbiamo fare di tutto per vincerli, a partire da quello di sabato con il Bari».

Intanto potete incassare il successo dell’addio alla Tessera del tifoso.

«Senza dubbio è un primo passo. Finalmente è stato recepito che, così com’era, questa tessera proprio non andava. Però bisogna aspettare per capire davvero quali siano le novità introdotte. Da quello che è trapelato in queste ore, infatti, non credo che saranno sufficienti».

In che senso?

«Che la tessera deve diventare un aiuto per i tifosi e non una misura restrittiva o, peggio, una sorta di fedina penale. Noi, come Fissc (Federazione italiana sostenitori squadre di calcio, ndr) da tempo siamo in contatto continuo con il presidente della Lega di B, Abodi, per superare i problemi e riportare la gente negli stadi. E la tessera, francamente, non è l’unico aspetto da rivedere».

Cos’altro, allora?

«Ad esempio il regolamento sugli striscioni. Ma vi sembra possibile chiedere il permesso scritto una settimana prima della partita per poterli portare dentro lo stadio? Bastano i controlli all’ingresso, per evitare che vengano esposti quelli offensivi».

Come sta andando la “Scuola del tifo”?

«Bene. Proprio oggi (ieri, ndr) siamo stati alla scuola di Corniola con Zé Eduardo, Brugman e Signorelli che hanno raccontato com’è stato duro lasciare casa a 14 anni. Domani (stamani, ndr) saremo alla Carducci, dove ci aspettano 150 ragazzi, con l’arbitro Pinzani e altri quattro giocatori. Sono iniziative come questa, e non le tessere, che educano e formano i tifosi di domani».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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