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Il presidente Uisp Cellai: ecco perché il Monterappoli è stato sanzionato

Il presidente Uisp Cellai: ecco perché il Monterappoli è stato sanzionato

EMPOLI. Per la prima volta la commissione disciplinare è intervenuta per sanzionare l'impropria chiusura di un impianto di calcio, «addebitando alla società Ads Gs Monterappoli le spese che saranno...

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EMPOLI. Per la prima volta la commissione disciplinare è intervenuta per sanzionare l'impropria chiusura di un impianto di calcio, «addebitando alla società Ads Gs Monterappoli le spese che saranno sostenute dalla Lega calcio per il recupero della gara», quella dell'11 febbraio tra Monterappoli e Il Bastione. Si tratta di un fatto inedito che merita di essere spiegato e commentato, anche perché sarà foriero di modifiche sulle norme di partecipazione per le prossime stagioni sportive.

Per chiarire i motivi che hanno portato alla sanzione nei confronti dell'Ads Gs Monterappoli è necessario riproporre la cronistoria di quel fine settimana colpito da neve e gelo. Nel weekend dell'11 e 12 febbraio tre impianti sono stati dichiarati inagibili e chiusi: il campo di Monterappoli, quello di Ripalta (Vinci) e quello di Fibbiana (Montelupo). Queste decisioni hanno creato non poche difficoltà alla Lega calcio soprattutto per le modalità e i tempi con cui le interdizioni sono state comunicate alla Lega. La chiusura del campo di Ripalta non è stata preannunciata e quindi le squadre si sono presentate all'impianto per giocare. La chiusura di Fibbiana è stata comunicata via fax alla Lega solo il sabato mattina, quando gli uffici di via Bardini non sono aperti. Casualmente in sede era presente il presidente Cellai che ha potuto avvertire per tempo le squadre interessate alla gara del pomeriggio. Per il campo di Monterappoli la comunicazione è pervenuta venerdì sera.

La ragione per la quale il giudice disciplinare ha deciso di comminare la sanzione pecuniaria solo al Monterappoli deriva dal fatto che l'Ads Gs Monterappoli si trovava nella condizioni di essere al contempo gestore dell'impianto e squadra prima nominata sullo stesso campo della gara dell'11 febbraio. Nelle altre due circostanze di interdizione le squadre gestrici degli impianti non erano interessate alle gare. Pertanto, nel stabilire la sanzione, il giudice non ha applicato l'art. 105 del regolamento di disciplina della normativa generale, che prevede la perdita della gara e 50 euro di ammenda per la squadra prima nominata, ma ha deciso di applicare gli articoli 2 e 3 del R.D. addebitando solo al Monterappoli le spese sostenute dalla Lega per il recupero della gara non disputata. Così le altre squadre, sebbene prime nominate ma non gestrici degli impianti chiusi, sono state sollevate da responsabilità e sanzioni.

«Tutto ciò - sottolinea il presidente della Lega calcio del comitato Uisp Empoli Valdelsa, Roberto Cellai - sollecita la Lega ad intervenire sulle norme di partecipazioni al fine di salvaguardare il regolare svolgimento dei campionati. L'intenzione è di inserire nelle norme obblighi precisi circa la responsabilità della squadra prima nominata, che dovrà adoperarsi per consentire alla Lega di poter conoscere anticipatamente la disponibilità dell'impianto dove si dovrà giocare. Visti gli inusuali comportamenti dei gestori degli impianti - continua Cellai - ho anche chiesto ai Comuni di Vinci, Montelupo e Empoli di chiarire il tipo di delega che hanno conferito alle società sportive, e se questa contempla anche la decisione arbitraria di chiudere gli impianti. I Comuni di Empoli e Montelupo hanno confermato che le comunicazioni dei due gestori sono state improprie, mentre Vinci ha asserito che l'associazione che gestisce l'impianto di Ripalta è autorizzata a chiudere il campo per inagibilità ma avrebbe dovuto avvertire la Lega per tempo».

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