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Empoli

L’Empoli c’è, ma non abbastanza

di David Biuzzi
L’Empoli c’è, ma non abbastanza

A Marassi ci sono grinta e solidità, però viene meno la qualità e la salvezza ora è più lontana

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GENOVA. Aveva chiesto grinta e cattiveria, Aglietti. Viene accontentato, perché l’Empoli gioca una prova gagliarda nel recupero di Marassi. Non basta, però, perché manca qualcosa, una componente fondamentale nel calcio: la qualità. E così alla Samp basta un “gollettino” per alimentare le proprie speranze di playoff e per spedire gli azzurri – visto anche l’acuto del Modena – un passo più vicini all’inferno.

Belli tosti. Si parte con la novità, annunciata fra i pali e con Lazzari confermato sulla trequarti. Nella Samp, invece, Soriano (uno dei tanti ex) è preferito a Krsticic. L’avvio è difficile, per l’Empoli, visto che la Samp sembra voler chiudere subito il discorso e crea i primi problemi – sfruttando sempre il pressing alto – al 2’ e al 5’. Dossena sa la cava sempre, però, e con il passare dei minuti anche gli azzurri riescono ad entrare in partita. Il primo segnale è una sventola di Zé Eduardo alta (al 7’), quello più attendibile è uno splendido invito di Lazzari per Tavano (14’) con l’estremo difensore della nazionale argentina che si salva con i piedi. Il piano preparato da Aglietti – tutti dietro la linea della palla, grande attenzione e ripartenze veloci – sembra dunque poter pagare. Anche perché la temuta coppia di ex, Pozzi-Eder, sbatte sistematicamente su Ficagna e Stovini, mentre in mezzo Moro costringe Juan Antonio a girare spesso al largo. Così le incursioni di Laczko e Munari sono le uniche armi che i blucerchiati riescono a spendere. Proprio l’ungherese, al 40’, arma la testa di Pozzi, ma Dossena è bravissimo a domare la sua incornata e, soprattutto, un beffardo rimbalzo della palla. Il tempo, così, si chiude su una mischia creata sull’asse Dumitru-Tavano, ma disinnescata dalla retroguardia locale.

Il calo. L’Empoli, insomma, conferma le buone impressioni suscitate nelle prime due uscite dell’Aglietti-bis e la sensazione è che ci siano le premesse per tornare a casa con qualcosa in tasca. Peccato, però, che la ripresa racconti un’altra storia. Gli azzurri restano solidi e compatti (soprattutto nell’asse centrale), ma perdono brillantezza in avanti. Lazzari, positivo nel primo tempo, finisce la benzina, così Dumitru e Tavano restano senza rifornimenti e fanno anche poco per andare a cercarseli. Pur senza strafare, dunque, la Sampdoria guadagna metri di campo e, soprattutto, riesce a dare continuità alla sua azione offensiva. Aglietti prova a intervenire sganciando Saponara (proprio per Lazzari), ma i risultati sono poco apprezzabili. In più, vicino a metà del tempo, succede il patatrac. Capita, subito dopo l’uscita di Moro che rischiava l’espulsione, e la seconda prodezza di serata firmata Dossena (ancora su Pozzi). Sugli sviluppi del successivo angolo, infatti, la difesa azzurra sale malissimo e riesce a farsi trovare scoperta su due fronti: prima sul proprio fianco destro, dove Soriano agisce indisturbato, poi sul palo opposto, dove Gastaldello incorna comodamente in rete il cross dell’italo-tedesco visto che vicino ha solo altri giocatori in maglia blucerchiata. È il minuto numero 21, ma i restanti 29 (recupero incluso) riescono solo a mettere ancora più in evidenza i limiti nella costruzione del gioco. L’ingresso di Mchedlidze per Tavano cambia poco, anche perché è qualche metro dietro che manca la qualità. Aglietti prova a giocarsi lo spicchio finale passando al 4-3-3, ma la Samp – che pure fatica un pizzico più del dovuto – controlla senza concedere una sola possibilità per riprendere la partita.

La situazione. All’Empoli, dunque, essere vivo ora non basta più. Con la zona salvezza ora distante 4 punti è obbligatorio ripartire dai progressi dell’ultimo periodo, ma anche aggiungerne altri. Per forza.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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