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Vanigli, il doppio ex che a 41 anni continua a giocare

di Marco Fani
Vanigli, il doppio ex che a 41 anni continua a giocare

«Tra Empoli e Livorno ho vissuto dieci anni fantastici, non azzardo pronostici ma sono certo che Aglietti ce la farà»

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EMPOLI

A quarantuno anni non ha ancora appeso gli scarpini al chiodo. E alla domanda se da “grande” farà l’allenatore risponde senza la minima esitazione: «È un obiettivo che mi sono posto. Magari ci penserò tra una decina d’anni quando smetterò di giocare a pallone». Se il derby tra Empoli e Livorno vive nel segno e nel ricordo di Ciccio Tavano, c’è un grande ex di entrambe le squadre che ancora oggi si fa notare sui campi della serie D e che con le due squadre ha collezionato traguardi invidiabili: Richard Vanigli. Un difensore che ha lasciato grandi ricordi tra gli appassionati azzurri e amaranto non solo per le qualità dimostrate in campo, ma anche per la serietà dimostrata fuori dal rettangolo verde.

Domenica tornerà sicuramente in Toscana per la sfida che vedrà impegnato il suo Forlì a Rosignano (ma vista la squalifica rimediata dovrà limitarsi a guardare il match dalla tribuna), ma sabato potrebbe essere addirittura al Castellani per assistere al derby tra Empoli e Livorno. «Vediamo se in questi giorni riuscirò ad organizzare una gita con la squadra per vedere la partita - racconta Vanigli - visto che comunque saremo in ritiro già da sabato non molto lontani da Empoli. Quando posso torno volentieri in Toscana, che rappresenta la mia seconda casa. Tra Livorno e Empoli ho passato dieci anni fantastici della mia carriera che sta oggi proseguendo con la squadra del mio paese in serie D, dopo aver centrato una bella promozione dall’Eccellenza».

E alla domanda per chi farà il tifo Vanigli non si sbilancia. «Potrei dire per la squadra che è più in difficoltà - dice - ma visto che tutte e due non se la passano bene non voglio azzardare pronostici. L’unica cosa è che mi auguro con tutto il cuore la salvezza dell’Empoli e sono convinto che col ritorno di Aglietti il gruppo saprà uscire da questa pesante situazione. È un’annata in cui tutto sta girando male, ma speriamo in un’inversione della rotta».

Se a Livorno Vanigli ha centrato una doppia promozione dalla serie C alla A, in maglia azzurra ha raggiunto anche la coppa Uefa nella gestione di Gigi Cagni. «Ci rimasi un po’ male - continua Richard - quando il Livorno decise di non confermarmi per la stagione nella massima serie, anche se di quegli anni in amaranto mantengo un ricordo bellissimo. Avevamo in squadra gente come Protti, Lucarelli e un allenatore come Mazzarri che tutti stiamo ancora ammirando a Napoli. Non avrei mai pensato che la chiusura della porta amaranto mi spalancasse un vero e proprio portone, quello dell’Empoli. Ero già sopra i trent’anni e questo mi ha permesso di gustarmi, ancora di più i traguardi che sono poi arrivati. Tornammo subito in serie A e costruimmo un vero e proprio miracolo grazie ad un gruppo veramente unito, fino a giocare in Uefa. L’unico rammarico è stata la retrocessione successiva, anche se lottammo fino in fondo».

Poi si è interrotta l’avventura azzurra, ma Vanigli ha continuato a seguire la squadra dalla sua Forlì. «Il sabato mi informo sempre sui risultati dell’Empoli - conclude - del resto non posso non avere dei bellissimi ricordi della squadra che ti ha permesso di giocare anche nelle coppe europee e a cui auguro veramente di cuore di mantenere la categoria. L’Empoli non è solo una squadra di calcio ma anche una bella famiglia da vivere per qualsiasi calciatore».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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