Sicurezza
Mchedlidze-Dumitru, una poltrona per due per l’attacco azzurro
Ballottaggio aperto per sostituire l’infortunato Maccarone nel derby contro il Livorno, Aglietti deciderà in settimana ma sta prendendo corpo anche l’ipotesi di una staffetta fra le due punte
C’è una poltrona per due, nell’attacco azzurro. E, proprio come nella commedia-capolavoro di John Landis (d’altra parte siamo in pieno clima Oscar...) sono un bianco (Dan Aykroyd) e una persona di colore (Eddie Murphy) a contendersela. La differenza, non da poco, è che questo non è un film e che i protagonisti della vicenda sono rispettivamente Levan Mchedlidze e Nicolao Dumitru Cardoso. Che, a questo punto, hanno una settimana per convincere il tecnico Aglietti e conquistare il posto da titolare, accanto a Tavano, per il derby contro il Livorno.
I centimetri. L’attaccante georgiano è reduce da un piccolo problema muscolare che lo ha tenuto fuori nel match di Padova, ma che ormai sembra poco più di un ricordo. Mchedlidze, infatti, è rientrato in gruppo giovedì scorso, si è completamente ristabilito e, se l’allenatore vorrà, è in grado di giocare dall’inizio. Dalla sua, in vista di un derby che si annuncia delicato e difficile, c’è una struttura fisica importante. Il ragazzo dell’est, cioé, potrebbe essere prezioso per le sue qualità nel gioco aereo e per la capacità di giocare spalle alla porta. In questa stagione, è vero, è stato poche volte decisivo, soprattutto in relazione al suo potenziale. Non ha grande confidenza con il gol, insomma, e al momento ne ha realizzati solo uno, contro il Grosseto. Però è forse l’attaccante più generoso del gruppo. Nel senso che, in campo, è un aiuto fondamentale per i continui sacrifici che fa in fase di non possesso palla. Potrebbe essere prezioso, insomma, per gli equilibri tattici.
L’agilità. Dumitru, invece, ha qualità diverse, ma ugualmente importante. Ovvero è veloce e agile, ma ha pure una buona tecnica di base. Con Tavano, insomma, rischia di formare una coppia esplosiva, soprattutto nel gioco palla a terra. Lui di gol, finora, ne ha segnati tre. Cioé è il terzo miglior realizzatore del gruppo, dopo Tavano e Buscé, ed è un dato da non sottovalutare visto che non ha giocato tanti minuti. A un certo punto era pure finito ai margini della squadra, tanto che una sua cessione sul mercato di gennaio sembrava imminente. Invece è rimasto e, nell’ultimo periodo, ha mostrato segnali più che incoraggianti. Lo si è visto nello spezzone giocato a Reggio Calabria, con tanto di gol della speranza segnato, ma anche e soprattutto nel corso degli allenamenti dell’ultimo mese.
La decisione. Nell’allenamento di sabato, tra l’altro, proprio Dumitru è sembrato in vantaggio nella corsa al posto. Ma sarà l’ultima settimana di lavoro, quella che si aprirà oggi pomeriggio, a decidere il ballottaggio. Ed è lo stesso Aglietti a confermarlo. «Dovrò valutare bene – spiega – e il lavoro settimanale sarà decisivo. Voglio vedere come stanno entrambi, cioé, anche perché nessuno dei due, almeno sulla carta, sembra avere i 90 minuti nelle gambe». Si profila una staffetta, insomma, anche in considerazione del recupero di martedì 6 in casa dalla Sampdoria e dell’assenza di Maccarone (che sta facendo i salti mortali per recuperare il più in fretta possibile, ma che sicuramente non sarà disponibile per le prossime due partite di campionato). Resta da capire chi sarà a partire. In teoria i centimetri di Mchedlidze potrebbero essere un’arma in più, così come la velocità di Dumitru a Genova. Ma tutto, ovviamente, dipenderà dall’impostazione che Aglietti vorrà dare stavolta al suo 4-3-1-2.
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