Il Tirreno

Empoli

In avanti ora c’è una poltrona per due

di David Biuzzi

Mchedlidze e Dumitru si contendono il posto di Maccarone: ballottaggio aperto con la “staffetta” come possibile soluzione

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EMPOLI

C’è una poltrona per due, nell’attacco azzurro. E, proprio come nella commedia-capolavoro di John Landis (d’altra parte siamo in pieno clima Oscar...) sono un bianco (Dan Aykroyd) e una persona di colore (Eddie Murphy) a contendersela. La differenza, non da poco, è che questo non è un film e che i protagonisti della vicenda sono rispettivamente Levan Mchedlidze e Nicolao Dumitru Cardoso. Che, a questo punto, hanno una settimana per convincere il tecnico Aglietti e conquistare il posto da titolare, accanto a Tavano, per il derby contro il Livorno.

I centimetri. L’attaccante georgiano è reduce da un piccolo problema muscolare che lo ha tenuto fuori nel match di Padova, ma che ormai sembra poco più di un ricordo. Mchedlidze, infatti, è rientrato in gruppo giovedì scorso, si è completamente ristabilito e, se l’allenatore vorrà, è in grado di giocare dall’inizio. Dalla sua, in vista di un derby che si annuncia delicato e difficile, c’è una struttura fisica importante. Il ragazzo dell’est, cioé, potrebbe essere prezioso per le sue qualità nel gioco aereo e per la capacità di giocare spalle alla porta. In questa stagione, è vero, è stato poche volte decisivo, soprattutto in relazione al suo potenziale. Non ha grande confidenza con il gol, insomma, e al momento ne ha realizzati solo uno, contro il Grosseto. Però è forse l’attaccante più generoso del gruppo. Nel senso che, in campo, è un aiuto fondamentale per i continui sacrifici che fa in fase di non possesso palla. Potrebbe essere prezioso, insomma, per gli equilibri tattici.

L’agilità. Dumitru, invece, ha qualità diverse, ma ugualmente importante. Ovvero è veloce e agile, ma ha pure una buona tecnica di base. Con Tavano, insomma, rischia di formare una coppia esplosiva, soprattutto nel gioco palla a terra. Lui di gol, finora, ne ha segnati tre. Cioé è il terzo miglior realizzatore del gruppo, dopo Tavano e Buscé, ed è un dato da non sottovalutare visto che non ha giocato tanti minuti. A un certo punto era pure finito ai margini della squadra, tanto che una sua cessione sul mercato di gennaio sembrava imminente. Invece è rimasto e, nell’ultimo periodo, ha mostrato segnali più che incoraggianti. Lo si è visto nello spezzone giocato a Reggio Calabria, con tanto di gol della speranza segnato, ma anche e soprattutto nel corso degli allenamenti dell’ultimo mese.

La decisione. Nell’allenamento di sabato, tra l’altro, proprio Dumitru è sembrato in vantaggio nella corsa al posto. Ma sarà l’ultima settimana di lavoro, quella che si aprirà oggi pomeriggio, a decidere il ballottaggio. Ed è lo stesso Aglietti a confermarlo. «Dovrò valutare bene – spiega – e il lavoro settimanale sarà decisivo. Voglio vedere come stanno entrambi, cioé, anche perché nessuno dei due, almeno sulla carta, sembra avere i 90 minuti nelle gambe». Si profila una staffetta, insomma, anche in considerazione del recupero di martedì 6 in casa dalla Sampdoria e dell’assenza di Maccarone (che sta facendo i salti mortali per recuperare il più in fretta possibile, ma che sicuramente non sarà disponibile per le prossime due partite di campionato). Resta da capire chi sarà a partire. In teoria i centimetri di Mchedlidze potrebbero essere un’arma in più, così come la velocità di Dumitru a Genova. Ma tutto, ovviamente, dipenderà dall’impostazione che Aglietti vorrà dare stavolta al suo 4-3-1-2.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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