Il Tirreno

Empoli

in casa empoli»IL PROTAGONISTA

di David Biuzzi
in casa empoli»IL PROTAGONISTA

EMPOLI È stato protagonista due volte, Zé Eduardo. I cori razzisti che gli sono piovuti addosso sabato all’Euganeo, infatti, sono solo l’altra faccia, quella brutta, della medaglia. In primo piano,...

2 MINUTI DI LETTURA





EMPOLI

È stato protagonista due volte, Zé Eduardo. I cori razzisti che gli sono piovuti addosso sabato all’Euganeo, infatti, sono solo l’altra faccia, quella brutta, della medaglia. In primo piano, infatti, è giusto mettere anche la buona prestazione offerta dal giovane centrocampista brasiliano.

Cosa che il diretto interessato, giustamente, ci tiene molto a fare. «Sono contento della mia prova – sottolinea – e, più in generale, sono contento della prestazione della squadra e del buon lavoro che stiamo facendo in questi giorni. Ci stiamo impegnando tutti quanti al massimo per uscire da questa brutta situazione di classifica e sono convinto che la strada intrapresa, cioé quella del lavoro, sia quella giusta».

Bisogna crescere ancora, però, E il discorso vale sia per l’Empoli che per Zé Eduardo. «Ho giocato poco nell’ultimo periodo – ricorda – infatti a Padova ero molto stanco. Mi manca ancora un po’ il ritmo partita, ma i duri allenamenti di questi giorni servono anche a questo. Sto abbastanza bene, insomma, ma non benissimo. Mi serve un po’ di continuità, esattamente come serve alla squadra».

Guarda avanti, insomma, il brasiliano tutto corsa e forza. Perché l’impressione è che voglia lasciarsi alle spalle al più presto lo spiacevole episodi delle offese razziste. «In passato – spiega – mi era capitato di vedere qualcosa del genere, ma è stata la prima volta che è successo a me. È stato brutto, sono sincero, perché il razzismo è brutto in ogni sua forma».

Anche se, a dire il vero, non è bastato a fermare Zé Eduardo. «Ho cercato di concentrarmi ancora di più sulla partita – racconta – e su quello che dovevo fare. Però sentivo, sentivo tutto».

Ed ha sentito così bene, il giocatore, da smentire la versione del dg veneto Gianluca Sottovia (nella foto sopra). «Non erano cori razzisti ma fischi contro Zé Eduardo che perdeva tempo», ha detto il dirigente biancoscudato. «Vi posso assicurare che quelli che ho sentito io non erano esattamente fischi – sottolinea il centrocampista dell’Empoli – ma ovviamente il direttore del Padova è libero di dire quello che vuole». Il giudice sportivo, però, ha avuto la stessa impressione dell’azzurro, vista la multa di 10mila euro comminata al Padova. «È una punizione giusta – conclude Zé Eduardo – perché quello che è successo è stato brutto. Per me, però, finisce qui».

Già, meglio guardare avanti.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa