Sicurezza
All’Euganeo c’è un altro Empoli
Maccarone colpisce in avvio, poi il Padova replica con Cuffa ma la prova è incoraggiante
PADOVA
Un punto per ripartire. È una speranza, è vero, ma forse più fondata rispetto a due settimane fa (cioé all’1-1 interno col Crotone). Già, perché stavolta l’Empoli va a conquistarselo fuori casa, su un campo per niente facile, e soprattutto perché lo fa al termine di una prova incoraggiante. L’Aglietti-bis, cioé, inizia dal gol di Maccarone, ma anche da una squadra finalmente accorta e battagliera. Una squadra che sembra aver capito (e sarebbe l’ora) come si può e si deve arrivare alla salvezza.
Quasi perfetti. L’Empoli parte con il 4-3-1-2 annunciato, ma con la sorpresa di Zé Eduardo che viene preferito a Gallozzi. Il Padova, che disegna lo stesso modulo, non recupera Italiano e così sposta Bentivoglio nel ruolo di play con Cuffa a completare la mediana. L’inizio, ovviamente, è di studio. Ma bastano pochi istanti per capire che gli azzurri sono più attenti e aggressivi del solito. A cominciare da Lazzari, che oltre a fare il trequartista si assume il compito di “sporcare” l’azione veneta già in avvio. Il pressing su Bentivoglio è continuo, insomma, e al 10’ i frutti sono gustosi. Già, perché proprio il regista di casa azzarda un retropassaggio sul quale Maccarone brucia Trevisan e infila Pelizzoli con un diagonale forte e preciso. E’ il primo timbro del bomber di ritorno e, su questo acuto, l’Empoli prova a costruire il suo successo. Lo fa con una difesa accorta, che concede poco o niente, e appoggiando le ripartenze soprattutto su Lazzari. Le punte, però, non sempre pungono e il Padova se la cava. In fase di costruzione, però, la truppa di Dal Canto è un po’ impacciata. Solo gli inserimenti di Renzetti, che costringuono Zé Eduardo, “beccato” dal pubblico di casa con vergognosi cori di stampo razzista, ad allargarsi spesso, creano qualche varco. E su uno di questi, un po’ a sorpresa, arriva il pari. Al 38’, infatti, i centrocampisti sono un po’ pigri ad andare a prendere Cuffa. E’ l’unica sbavatura (più che errore vero e proprio)di un primo tempo quasi perfetto. Ma costa cara, molto cara, perché il mediano biancoscudato pesca il jolly, e l’incrocio dei pali, con una sassata dalla lunga distanza che rimette il match sui binari della parità.
Poca qualità. La ripresa inizia con gli stessi interpreti, anche se al 3’ Buscé rileva l’acciaccato Vinci. La gara scivola via in equilibrio, con il Padova a “fare” la partita e l’Empoli che cerca di pungere con le ripartenze. Non ci riesce, però, per il problema della coperta corta: il centrocampo da corsa disegnato da Aglietti è ottimo per difendere il fortino, con Moro su tutti, ma fatalmente manca in impostazione, in qualità. Come emerge chiaramente al 19’, quando Coppola si trova tutto solo sul secondo palo ma non riesce ad agganciare un cross di Buscé prolungato da Maccarone. Là davanti, poi, Big Mac si batte e si sbatte con ardore, ma Tavano resta troppo ai margini della gata. I padroni di casa hanno un buon momento tra il 20’ e il 21’, ma Pelagotti si salva sempre. Dal Canto, così, aumenta il peso offensivo dei suoi sganciando in rapida successione Lazarevic, Succi (al debutto dopo un anno trascorso in infermeria) e Dramé. Aglietti ci prova con Brugman (per lo stremato Lazzari) e poi deve far respirare Zé Eduardo (ottimo in fase di interdizione, un po’ meno quando c’è da costruire la manovra) con Signorelli. Durante e dopo il valzer delle sostituzioni, ovviamente, sono sempre i veneti i più propositivi. Eppure non vanno al di là di una lunga serie di corner. L’unica occasione vera si materializza nel recupero, quando il primo errore di Ficagna permette a Cacia di sfondare a sinistra, ma sul suo cross capitan Stovini s’inventa un recupero da fuoriclasse (su Succi) e permette agli azzurri di portare a casa un punto meritato e pesante.
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