La manifestazione
Cresce la Koipack E il sogno playoff non è più un tabù
La vittoria sul Russo Cagliari alimenta le ambizioni Falconi: «Ma è vietato abbassare la guardia»
EMPOLI
Dieci squadre raccolte nello spazio di 6 punti tra il 2° e l'11° posto. Il campionato di C dilettanti sta diventando una roulette con le uniche certezze della fuga in vetta del Costone e la situazione ormai compromessa del Calasetta in coda. La Koipack Empoli si è ben inserita nella bagarre per la conquista dei playoff. La vittoria nello scontro diretto sul Russo Cagliari (ribaltata anche la differenza canestri rispetto alla gara del girone d'andata) ha rappresentato un altro prezioso tassello e ha permesso di centrare un inedito poker al palazzetto di Ponte a Elsa (Olimpia Cagliari, San Vincenzo e Green Team Pistoia le precedenti vittime). Una partita caratterizzata da uno stop di circa mezz'ora nel corso del primo tempino a causa di un malore all'arbitro, per fortuna senza gravi conseguenze, che ha tenuto il pubblico col fiato sospeso.
«Abbiamo cominciato bene mettendo la partita sui ritmi a noi più congeniali – spiega la guardia Luca Falconi – l'imprevista interruzione per il problema accusato dall'arbitro ci ha un qualche modo favoriti contro una squadra composta da giocatori più avanti con gli anni che hanno fatto più fatica a ricominciare a freddo. Il nostro vantaggio è progressivamente aumentato fino a +19«.
Avete ormai eliminato i black out di inizio stagione?
«Grazie al lavoro svolto in palestra riusciamo a tenere alti i ritmi e la concentrazione per tutta la partita. Domenica scorsa siamo stati bravi a respingere ogni tentativo di rimonta del Russo Cagliari (che ha avuto gli esperti Pedrazzini e Puggioni in gran spolvero, ndc) controllando sempre la situazione».
Le prospettive di playoff sono sempre più concrete.
«Solo in teoria perché in questo girone si può perdere contro qualsiasi avversario. Non dobbiamo abbassare la guardia. Nel prossimo turno ad esempio a Livorno troveremo una Libertas stimolata dalla precaria classifica e dal recente cambio di allenatore (dalla scorsa settimana soluzione interna Gabriele Pardini al posto di Mario Pacini, ndc). Come ha dimostrato la nostra sconfitta di Altopascio, su tutti i campi si rischia».
Dove si è svolta la sua carriera?
«Ho iniziato a Carrara, la mia città. Poi tre anni al Don Bosco Livorno con gli ultimi due a livello di serie D. L'anno scorso a Cecina in B2, ma giocando poco per vari problemi».
A Ponte a Elsa ha trovato vecchie conoscenze.
«Coach Marco Mosi mi ha allenato nell'Under 17 e nella serie D del Don Bosco. Ho giocato insieme a Malfatti e soprattutto Lemmi, mentre Orsini lo conoscevo bene da avversario».
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