Finanza
È un’ammissione di colpevolezza
Nessun nuovo arrivo, nell’ultimo giorno, e il reparto avanzato sfoltito, quasi sforbiciato. Si è chiuso così il mercato dell’Empoli. Un mercato che, in senso generale, somiglia molto a un’ammissione...
Nessun nuovo arrivo, nell’ultimo giorno, e il reparto avanzato sfoltito, quasi sforbiciato. Si è chiuso così il mercato dell’Empoli. Un mercato che, in senso generale, somiglia molto a un’ammissione di colpevolezza. Già, perché se ieri la casella degli “innesti” è rimasita vuota, dal 31 agosto (data di chiusura della finestra estiva)in poi, il gruppo è stato ritoccato in molti modi. Già allo scadere, a dirla tutta, arrivarono prima Coppola e poi Fatic (quest’ultimo ha avuto l’effetto di una meteora). Dovevano essere gli ultimi “colpi”, visto anche che il gruppo era assai nutrito. E, invece, era solo l’inizio. Nelle settimane successive, infatti, è cominciato il valzer. Il primo reparto ad essere cambiato è stato quello difensivo, con il centrale Ficagna prima e il terzino sinistro Gorzegno poi (entrambi svincolati). Quindi è toccato al centrocampo, con l’apertura della finestra invernale. Doveva servire solo per sfoltire e invece ecco arriva prima Gallozzi dal Padova (era al Chievo), poi Zé Eduardo dal Parma. Il terzo e ultimo ritocco doveva essere Casarini, che però ha rifiutato. E così l’attenzione, un po’ a sorpresa, si è spostata sull’attacco, con il ritorno di Maccarone. Cinque innesti cinque, insomma. Evidentemente per cercare di porre rimedio agli errori commessi nella scorsa estate. Ecco perché sempre un’ammissione di colpevolezza.
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