Sicurezza
«Senza il gruppo sarebbe dura anche per Mou»
L’allenatore manda un segnale forte per invitare tutti a non perdere l’unità
EMPOLI
«In questo momento così difficile dobbiamo soltanto rimanere uniti e continuare a lavorare». A fine gara il tecnico azzurro Guido Carboni è amareggiato per la seconda sconfitta consecutiva interna, ma è anche il primo a mandare un segnale forte ai suoi giocatori. «Non bisogna disunirci – prosegue il mister – perché la classifica resta difficile, ma sono sicuro che questo gruppo abbia i mezzi per invertire la rotta. Ora il nostro unico pensiero deve andare alla sfida contro la Sampdoria, consapevoli di poter lavorare con la fiducia della società».
Una partita decisa anche da due episodi sfortunati, dopo che il primo tempo si era chiuso a reti bianche senza occasioni da ambo le parti. «Non mi piace tirare in ballo la sfortuna – prosegue Carboni – anche se il primo gol del brescia è arrivato su un errore di Stovini. Tra l’altro durante la mia gestione il nostro capitano era stato uno dei più positivi sotto tutti i punti di vista e nel calcio può accadere anche questo. Dispiace perché abbiamo concesso troppi gol fortuiti».
Poi non manca nemmeno un messaggio ai tifosi. «Ci hanno incitato come sempre – sottolinea il tecnico azzurro – e ci dispiace doppiamente per questa sconfitta dopo la contestazione civile avvenuta in settimana. Avremmo voluto fare molto di più». A livello tattico non è bastata la marcatura accorta di Coppola su Budel per conquistare punti preziosi. «Avevamo studiato la gara nei minimi particolari – continua – l’idea era quella di tamponare le partenze del Brescia e giocarci tutto nell’ultima mezz’ora, potendo utilizzare il cambio di Tavano per Maccarone. Purtroppo l’uno-due ci ha mandato al tappeto. E a quel punto sono stato costretto a rivedere l’assetto, lasciando in campo Maccarone fino alla fine, pur consapevole che non aveva ancora i novanta minuti nelle gambe». Carboni rimarca poi l’importanza del gruppo. «Ribadisco che dobbiamo stare tranquilli e credere nel lavoro di gruppo – conclude – senza questi requisiti nemmeno Mourinho riuscirebbe a raddrizzare la situazione».
Marco Fani
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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