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Il presidente Corsi ora punta forte sulle sue motivazioni

Il presidente Corsi ora punta forte sulle sue motivazioni

«Operazioni così non rientrano nelle nostre regole ma abbiamo capito che ha gli stimoli per darci una mano»

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Col dg Vitale, il ds Carli e il segretario generale Calistri a Milano – a cercare soluzioni sul mercato – è stato il presidente Fabrizio Corsi a fare gli onori di casa nel giorno del ritorno di Massimo Maccarone. Il massimo dirigente, però, non ha sfruttato l’ingaggio del bomber per tornare sulla contestazione dei tifosi, ma ha puntato proprio sul nuovo arrivato spiegando perché è stato scelto e cosa l’Empoli si aspetti adesso da lui. «Siamo convinti al cento per cento che Massimo possa darci una mano in un momento così difficile – ha spiegato – altrimenti oggi non sarebbe qui. Ho detto il cento per cento, ma in verità siamo al centuno».

La trattativa, d’altra parte, si è sviluppata su un’idea della Sampdoria. Sono stati i liguri, cioé, a parlare del suo possibile ritorno in azzurro mentre trattavano le condizioni per l’acquisto di Eder coi dirigenti azzurri. L’Empoli, però, ha preso la palla al balzo e, una volta verificata la disponibilità del giocatore, l’accordo è andato rapidamente in porto (per un esborso totale, pare, di 500mila euro). L’unico ostacolo, in sostanza, è stato il termine che Maccarone aveva già stabilito – praticamente da oltre un mese – col Siena. «Nella logica delle cose – ha aggiunto ancora Corsi – un giocatore importante come Massimo non dovrebbe essere qui. Voglio dire che, finora, questo campionato ci ha detto che gli aspetti agonistici sono più importanti della tecnica. Però, parlando col ragazzo, ci siamo convinti che lui possa darci una mano sotto tutti i punti di vista. Arriva con motivazioni forti, è contento di essere di con noi, e quindi le premesse sono le migliori».

Maccarone, dunque, perché Maccarone ha dimostrato – coi fatti – di volere l’Empoli. Un po’ quello che era successo la scorsa estate a Tavano. Il bomber, infatti, aveva sposato il “progetto” Empoli nonostante fosse a scadenza di contratto col Livorno e dunque avesse la possibilità di attendere un’offerta economicamente più vantaggiosa. «In certi casi – ha proseguito il presidente – si ha sempre il timore che un giocatore dalla carriera così importante possa avere ormai meno stimoli, meno “fame”. E questi, purtroppo, sono problemi che in serie B sono davvero difficili da superare. Noi, però, abbiamo la fortuna di conoscere bene Massimo, perché era rimasto sempre legato al nostro ambiente. Una volta capito che avremmo preso un giocatore motivato, insomma, non abbiamo avuto più dubbi: è in grado di darci una mano, in questo momento così difficile, e lo abbiamo preso proprio per questo».

Il massimo dirigente, poi, si è anche fermato a guardare quasi tutto l’allenamento. E lo ha fatto, ovviamente, con un occhio di riguardo riservato proprio a Maccarone. «Mi sembra che stia abbastanza bene – ha spiegato lasciando il campo – certo bisognerà capire quanta autonomia possa avere. Sappiamo che a Genova si è sempre allenato e sappiamo anche, da fonti dirette, che lo ha fatto sempre bene. Ha giocato poco, però. Certo si tratta di un giocatore che ormai ha maturato una certa esperienza e dunque si presume che possa essere in grado di gestirsi anche sul campo».

E lo farà con l’Empoli. Perché così voleva la società e così voleva Maccarone.©RIPRODUZIONE RISERVATA

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di Redazione web