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Il presidente dell’Unione clubs: «Non si può più vivere sugli allori»

Il presidente dell’Unione clubs: «Non si può più vivere sugli allori»

EMPOLI «Le proteste pacifiche sono sicuramente uno stimolo importante per società e tifosi. Speriamo che ci possa essere una bella risposta in campo contro il Brescia». A prendere la parola è il...

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«Le proteste pacifiche sono sicuramente uno stimolo importante per società e tifosi. Speriamo che ci possa essere una bella risposta in campo contro il Brescia». A prendere la parola è il presidente dell’Unione Clubs Azzurri Athos Bagnoli, che ieri ha partecipato con gli ultrà alla protesta andata in scena al Sussidiario.

«Non mi voglio prendere dei meriti che non ha il sottoscritto - spiega - visto che questo legittimo confronto sul campo con giocatori e dirigenti è stato organizzato da quei ragazzi che tutti i sabati sono in prima fila in Maratona ad incitare la squadra. Non era mai accaduto prima d’ora, ma credo che in questo momento serva assolutamente una scossa».

L’Empoli è attualmente in zona retrocessione e sta lottando per non finire nelle paludi della serie C. «Purtroppo - spiega Bagnoli - in questo momento mi torna alla mente ciò che successe in quella maledetta stagione di serie B 1988/89. Fino a gennaio il campionato era stato sicuramente positivo e si credeva di poter tornare addirittura in serie A. Ma quando la squadra capì che l’obiettivo promozione era sfumato, si sciolse come neve al sole. Arrivammo allo spareggio di Cesena contro il Brescia, ma purtroppo nessuno si è ancora dimenticato di come andò a finire. E quell’amara retrocessione non deve accadere di nuovo, visto che la serie B è un patrimonio per tutta la città. Quest’anno abbiamo iniziato male. La squadra non ha mai lottato o dato segni di vitalità. Ecco perché mi auguro che ci possa essere una sterzata tanto attesa».

Il presidente Bagnoli chiede anche un cambio di rotta dalla società. «Purtroppo non si può vivere sugli allori - continua Athos - in serie A ci siamo tolti delle soddisfazioni, ma ora bisogna guardare al futuro. Dal presidente ai giocatori è necessario un cambio di mentalità. Un bagno di umiltà da parte di tutti, tifosi compresi». Anche ad una parte del tifo, però, il presidente Bagnoli rimprovera qualcosa. «La contestazione avvenuta al Sussidiario - prosegue - è la dimostrazione che c’è ancora amore verso questa squadra, anche se purtroppo conosco tanti tifosi che non vengono più allo stadio. Sicuramente abbiamo una fetta di responsabilità per questo, ma lo stesso vale anche per la società». Anche l’episodio accaduto in occasione della festa della Befana Azzurra organizzata dall’Unione Clubs a Sovigliana, quando nessun calciatore azzurro (fatta eccezione per Buscé) si è presentato alla consegna delle calze per i bambini è stato difficile da digerire. «Calciatori e società si sono impegnati a rimediare - conclude Bagnoli - ma credo che sia stato il segnale emblematico di questo momento negativo, forse uno dei più bassi toccati nella nostra storia recente. Ecco perché ai giocatori chiediamo più impegno e di onorare questa splendida maglia». (m.f.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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