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Empoli

Il popolo azzurro ha perso la pazienza Tutti sotto accusa

Il popolo azzurro ha perso la pazienza Tutti sotto accusa

Fischi e cori dentro lo stadio, aria molto pesante fuori Si parla di una contestazione alla ripresa degli allenamenti

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di Filippo Cioni

e Alessandro Marmugi

EMPOLI

«Bisogna correre, passeggiare non basta più». Siamo a metà del secondo tempo di Empoli-Pescara e questo è uno dei numerosi cori che la Maratona riversa addosso alla squadra. L’ennesima prestazione più che deludente degli azzurri viene sottolineata con parole pesanti, e quanto mai eloquenti, da Rangers e Desperados.

I cori restano schietti e duri fino al termine della partita, quando i giocatori cercano di andare sotto la Maratona per scusarsi con gli ultrà, ma vengono allontanati. Sintomo di una situazione difficile e non più tollerata dal popolo azzurro. Proprio loro, i tifosi, che arrotolano velocemente gli striscioni in segno di protesta. Ma questa volta ci si mette anche la tribuna, tanto che i giocatori che fanno rientro nel tunnel si beccano anche il suo malumore: fischi e poi il grido «vergogna, vergogna».

L’ aria è pesante, pesantissima. Però all’uscita degli spogliatoi non c’è, a sorpresa, la contestazione attesa. Gli ultrà, con molta probabilità, faranno sentire il loro disappunto a giocatori e società durante l’allenamento di domani. Si presenta solo un gruppetto di una cinquantina di supporter che, civilmente, cerca un confronto con qualche giocatore per avere spiegazioni sull’atteggiamento remissivo della squadra. Gli unici due azzurri a metterci la faccia sono Buscé e Valdifiori, mentre il resto della truppa – come da ordini ricevuti – si rifugia in autobus. «Il problema è soprattutto di tipo mentale, la squadra è impaurita – spiega Buscé – non è un problema di uomini o schemi. Chiunque gioca fa fatica, questo però non significa certo che getteremo la spugna. Però dobbiamo ammettere che la situazione è molto brutta, personalmente una delle più brutte che ho vissuto in carriera. Non solo da un punto di vista della classifica ma anche per l’atteggiamento della squadra. Adesso – conclude Buscé – dobbiamo fare quadrato e stare uniti, cercando di avere quella reazione che fino ad ora non abbiamo avuto».

«Quello che sento di dire – ammette invece Valdifiori – è che lotteremo fino alla fine per mantenere la categoria. Siamo tutti consapevoli che è un vanto per la città. Dobbiamo a tutti i costi uscire da questa brutta situazione». Sulla contestazione del pubblico Valdifiori ha le idee chiare. «La gente ha ragione, purtroppo l’Empoli di adesso non è quello che né loro né noi vorremmo vedere in campo – conclude il mediano – in tribuna ho sofferto come il pubblico. Dobbiamo capire perché quando scendiamo in campo al sabato non siamo gli stessi che in settimana. Però dobbiamo farlo alla svelta».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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