Sicurezza
L’Empoli obbligato a rialzare la testa
La sfida con il Pescara di Zeman fa paura, ma rappresenta anche un’occasione propizia per provare a risorgere
di David Biuzzi
EMPOLI
Rialzarsi. Per forza. . E’ un obbligo che l’Empoli ha con il popolo azzurro, ma anche e soprattutto con se stesso. Che poi debba farlo in una gara durissima, quella con il Pescara di Zeman, è un altro discorso.
I motivi. Già, perché dopo quello che è accaduto in questo terrificante inizio di 2012 (e meno male che l’annus orriblis era quello precedente...) c’è un solo modo per invertire il trend: tornare a essere squadra. E forse, in questo senso, la sfida col Pescara cade a fagiolo. Le possibilità, infatti, sembrano due: o fare le cose per bene o andare incontro a un’altra pessima figura (con le conseguenze che questo potrebbe avere sulla classifica e sulla piazza). Insomma, per dirla come Tony D’Amato (il mitico coach di football nel film “Ogni maledetta domenica”) «o risorgere come squadra o essere annientati come singoli individui».
La chiave. Indipendentemente dalle scelte sul modulo o sui singoli, insomma, per rivedere la luce (sportiva, sia chiaro) l’Empoli deve correre, deve lottare. Deve battersi e sbattersi in mezzo al campo. Altrimenti saranno guai. Guai seri.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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