Il ballo di Zé Eduardo è la capoeira «Pronto a lottare»
La realtà della B non spaventa il centrocampista brasiliano Scelta anche la maglia: indosserà quella numero 68
di David Biuzzi
EMPOLI
Più capoeira che samba. Già, perché il nuovo acquisto dell’Empoli, José Eduardo de Araùjo, è un brasiliano atipico. Al fraseggio e ai colpi di fino preferisce la corsa, la combattività. Come la danza che nasce da un’arte marziale, insomma. E Zé Eduardo, infatti, è pronto a calarsi nel clima della B e pronto, soprattutto, a inseguire due obiettivi: dare una mano all’Empoli e dimostrare le sue doti nel calcio italiano.
E’ con queste due idee – ripetute spesso in un italiano non fluente ma comprensibile – che il giocatore è arrivato ieri pomeriggio al Castellani. La firma sul contratto l’aveva messa in mattinata, come previsto dopo l’accordo raggiunto coi ducali dal dg Vitale il giorno precedente. Arriva in prestito secco, senza il diritto di riscatto. «Qualche giorno fa – racconta Zé Eduardo - mi hanno ventilato l’ipotesi di venire a Empoli. L’idea mi è subito piaciuta, per le caratteristiche di questa piazza, e oggi sono felice di essere qui».
A parlargli bene della sua nova destinazione ci hanno pensato alcuni ex ora in gialloblù (da Musacci a Giovinco passando per Morrone), ma anche il suo amico Eder, con cui ha trascorso insieme qualche vacanza. «Sono una mezzala – racconta – ma posso giocare anche esterno alto o terzino». Una sorta di jolly di sinistra, insomma, visto che si tratta di un mancino naturale. A Empoli ritrova Coppola («eravamo insieme a Parma e mi fa piacere tornare a lavorare con lui»), ma soprattutto trova un’occasione da sfruttare. «In Emilia – sottolinea – non avevo molto spazio. Ora devo cercare di ritagliarmelo: vorrei dare un contributo alla squadra».
Da subito, peraltro, perché Zé Eduardo è già pronto a gettarsi nella mischia. «Fisicamente sto bene – rivela – con il Parma mi sono sempre allenato e, se il mister lo riterrà opportuno, sono pronto a giocare». Anche perché, come accennato, il clima del torneo cadetto non lo spaventa, né la classifica degli azzurri sembra togliergli il sonno. «Mi hanno spiegato che in B c’è più lotta e meno gioco. Ma anche in Sudamerica, soprattutto quanto giochiamo contro gli argentini, è la stessa storia. Non è un problema. Anzi, è un motivo in più per dare sempre il massimo. La classifica? Serve l’impegno di tutti per cambiarla il prima possibile». Anche l’impegno di Zé Eduardo. Che in Italia è tutto da scoprire, ma che con l’Under 20 carioca, giocando con gente come Neymar e Ganso, ha vinto due volte di fila il Sudamericano.
Scelta anche la maglia: indosserà il numero 68.
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