Il Tirreno

Empoli

Umiltà e certezze: è la ricetta di Carboni

Umiltà e certezze: è la ricetta di Carboni

Il tecnico non si nasconde dopo la figuraccia dell’Empoli a Castellammare ma è già pronto a rimettersi in trincea

3 MINUTI DI LETTURA





di David Biuzzi

EMPOLI

Non si nasconde, Guido Carboni. Il tecnico azzurro, cioé, si prende le sue responsabilità, per quello che è accaduto al Menti, ma cerca anche di guardare avanti, alla sfida di sabato prossimo contro il Pescara di Zeman. Un avversario decisamente scomodo in un periodo decisamente nero. L’Empoli, però, ha l’obbligo di ritrovarsi, di rialzarsi in fretta.

«In casa della Juve Stabia abbiamo fatto male – dice Carboni – molto male. Quando vivi situazioni di questo tipo, però, non puoi far altro che cercare di ripartire, guardare avanti aggrappandosi agli aspetti positivi».

Difficile trovarli nella gara di sabato, però.

«Al di là di quello che è successo sabato scorso, dobbiamo ripartire dalle certezze che ci eravamo costruiti fino a prima della sosta. E, altro punto importantissimo, dobbiamo cercare di recuperare i giocatori che abbiamo fuori. Perché, a questo punto, una domanda vorrei farla io».

Prego...

«Può, questo gruppo, fare a meno di 6 o 7 elementi importanti in un momento come questo? Basta andare a guardare la formazione di Gubbio, al mio esordio in panchina, per capire quali difficoltà contigenti ci siano».

Una certezza, però, poteva essere anche il modulo 4-3-3.

«Ho deciso di cambiare per avere più copertura sia centralmente, con tre difensori sulle loro due punte, sia sugli esterni, dove loro spingono molto. L’idea, cioé, era quella di essere più sicuri, di soffrire meno. Invece è andata com’è andata e sicuramente la mia scelta si è rivelata sbagliata. Detto questo, però, aggiungo che sarebbe un errore pensare che la sconfitta sia figlia del cambio di modulo. Al di là di come ti schieri, infatti, è l’atteggiamento che conta ed è proprio l’atteggiamento, per svariati motivi, che non è andato bene».

E ora come se ne esce?

«Intanto non possiamo fare drammi. Sapevamo tutti quanti che la situazione era difficile, altrimenti io non sarei il terzo allenatore della stagione, ma ora va affrontata con lo spirito giusto. Per prima cosa dobbiamo ritrovare l’equilibrio, la compattezza di squadra, essere più corti e più decisi. Per riuscirci, però, non possiamo fare a meno di una componente: l’umiltà. Oggi non conta più con quali propositi era partita questa squadra, ma solo quello che dice la classifica».

Serve anche la corsa, però.

«Ma, paradossalmente, sotto il profilo atletico il gruppo sta meglio rispetto a prima della sosta. Semmai, come dicevo prima, è importante recuperare i giocatori importanti che sono fuori, perché sabato, Pescara e non Pescara, serve una prestazione gagliarda».

Se non altro ora può contare anche su Gallozzi.

«E’ un giocatore che ha qualità atletiche che ci mancavano. E’ molto dinamico e, di sicuro, rappresenta un’arma in più da poter sfruttare».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il dolore

San Giuliano Terme, è morto Tiziano Taccola: storico dirigente socialista

di Redazione Pisa