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«Sono uno da corsa» Gallozzi si presenta carico d’entusiasmo

«Sono uno da corsa» Gallozzi si presenta carico d’entusiasmo

Il centrocampista ha firmato ieri mattina e nel pomeriggio ha consumato il primo allenamento al Castellani

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di David Biuzzi

EMPOLI

Doveva essere il primo rinforzo e il primo rinforzo è. Marco Gallozzi, 23 anni, è da ieri un nuovo giocatore dell’Empoli.

La trattativa, di fatto conclusa già l’altro ieri, è stata certificata in mattinata, con la ratifica dei contratti e le firme. Più o meno una formalità, anche se un po’ complessa. Il giocatore, infatti, prima è rientrato dal Chievo, dove era approdato in estate con la formula del prestito con diritto di riscatto, al Padova, poi è stato girato con lo stato status agli azzurri. Quindi, accompagnato dal segretario generale Calistri, si è messo in macchina verso Empoli, dove è giunto intorno alle 15,30. Il tempo per indossare la tenuta da allenamento, quella azzurra, a scendere in campo al Sussidiario per una vrece seduta agli ordini del preparatore atletico Claudio Selmi.

Due cose, infatti, sono già chiare:la prima è che Gallozzi è un giocatore di corsa, la seconda è che non ha più voglia di perdere tempo, di stare a guardare. «In effetti – sottolinea lui – al Chievo non ho avuto tante occasioni per mettermi in mostra. In pratica ho giocato solo la sfida di Coppa Italia con il Modena e non vedo l’ora di cominciare a fare sul serio, di allenarmi insieme ai miei nuovi compagni».

Non a caso, Gallozzi, ci ha messo il tempo di un amen a dire sì all’Empoli. «Avevo letto qualcosa sui giornali – spiega – ma solo ieri il mio procuratore, Silvio Pagliari, mi ha avvisato. Anzi, ad essere sinceri mi ha detto di prepararmi per andare a Milano a firmare il contratto. E io, francamente, non me lo sono fatto ripetere».

Eppure su Gallozzi c’erano anche Bari e Brescia. E in Lombardia avrebbe ritrovato Calori, ovvero il tecnico che gli ha dato fiducia l’anno scorso a Padova. «E per questo – continua – lo ringrazierò sempre. Però, ripeto, l’Empoli si è fatto sotto e questa non è una piazza a cui si può dire di no. E’ una società seria, organizzata. A detta di tutti l’ideale per un giovane come me. Ci sono tante ragioni, insomma, per essere contento e voglioso di iniziare».

In attesa di vedere la sua corsa sul campo, insomma, Gallozzi arriva con un bel carico di entusiasmo. Una dote di non poco conto, visto che l’ambiente è quello che è al termine di un girone di andata con molte più ombre che luci. «Ma guardare la classifica oggi non ha molto senso – sottolinea il nuovo giocatore azzurro – quello di B è un campionato lunghissimo e c’è tutto il tempo per recuperare». E, in questo caso, Gallozzi parla con cognizione di causa. Un’esperienza del genere, infatti, l’ha vissuta a Padova nella passata stagione. «Noi in campionato eravamo partiti anche bene – ricorda – ma a un certo punto ci siamo addirittura ritrovati in zona playout. Da lì, però, è iniziata una rimonta fantastica che ci ha portato a un passo dal paradiso, cioé a disputare la finale dei playoff. Come abbiamo fatto?L’importante è non smettere mai di crederci, perché con l’impegno tutto è possibile».

E ora Carboni e l’Empoli hanno un’arma in più per provare a risollevarsi. «Che giocatore sono? Il dinamismo è il mio punto di forza – sottolinea – spesso ho giocato da interno di centrocampo nel 4-3-3 o nel 4-3-1-2, ma mi è capitato anche di fare anche l’esterno, l’ala pura. Ovviamente mi metto a disposizione del mister. Sarà lui a decidere dove e se farmi giocare».

Mister che Gallozzi non conosce personalmente. «Non l’ho mai incontrato, ma indirettamente lo conosco perché ha guidato il Frosinone, la squadra della mia città. Anche i compagni, al momento, li conosco solo per averci giocato contro. Però – continua – devo dire che il primissimo impatto è stato positivo. Ho visto che ci sono tanti giovani, il marchio di qualità dell’Empoli, e penso di potermi integrare in fretta».

Intanto Gallozzi dovrebbe consumare il suo primo allenamento in gruppo stamattina. Difficilmente ci sarà nella sfida con la Juve Stabia, anche se lui non si tira indietro. «Non ho giocato molto – dice – ma mi sono sempre allenato col Chievo e sto bene». Da scegliere anche il numero di maglia.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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