Il Tirreno

Empoli

Il presidente Corsi non cerca alibi

David Biuzzi
Il presidente Corsi non cerca alibi

«Prestazione inaccettabile, loro avevano molta più fame di noi»

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 EMPOLI. Ha scelto le terme di Abano per provare a smaltire la delusione. Eppure, nonostante trattamenti e massaggi rilassanti, Fabrizio Corsi non riesce proprio a digerire la sconfitta di Cittadella. Troppo brutto, il suo Empoli, troppo fragile.  La delusione stavolta è tanta, insomma, e il presidente neanche prova a nasconderla. «E' vero - conferma - sono amareggiato. E lo sono perché questa partita è stato lo specchio di tutto il girone di andata: sono emersi i nostri limiti fisici e agonistici».  C'erano anche molte assenze...  «Vero, ma diciamo che è un'attenuante. Più che altro perché non si può pensare che sei o sette ragazzi nati fra il '90 e il '92 siano tutti pronti sotto il profilo dell'approccio mentale alle partite. Qualcuno deve ancora cambiare mentalità rispetto al settore giovanile e capire quanto sino importanti le gare, tutte le gare. Però resta il fatto che abbiamo perso contro una squadra normale, sotto il profilo dei valori tecnici, ma decisamente più affammata di noi. Ci hanno messo qualcosa in più, inutile nascondersi, e hanno meritato di vincere».  E ora?  «Da domani bisogna voltare pagina, raccogliere soprattutto le cose positive e prepararci alla prossima trasferta sul terreno della Juve Stabia».  E, più in generale, a un girone di ritorno che dovrà per forza di cose essere diverso.  «Certamente sì. Ad oggi saremmo pure salvi, ma è chiaro che non possiamo pensare di fare altri 22 punti. Io credo che l'Empoli abbia tutto per venire fuori da questa situazione, ma ormai è chiaro che ci aspetta un campionato intero di sofferenza».  Cosa deve cambiare?  «L'obiettivo, ora, deve essere quello di portare tutti quanti, o almeno il maggior numero possibile di giocatori, in condizione psico-fisiche buone. In questo senso la prova di Cittadella è stata inaccettabile e quando hai 4 o 5 giocatori lontani dalla sufficienza è chiaro che poi perdi».  Quindi?  «Quindi ognuno ora deve farsi carico delle proprie responsabilità e dare più del massimo. Non mi riferisco tanto alla partita, quanto al lavoro settimanale. Soprattutto nelle sedute dal lunedì al mercoledì, quando ci si prepara alla battaglia sportiva del sabato. Per quello che c'è da fare in campo, insomma, credo che sarebbe opportuno affidarsi a chi ha lavorato sodo proprio nella prima parte della settimana».  Ma non sarà il caso di ripensare al mercato?  «E' appena iniziato, quindi c'è ancora tempo per decidere se e come muoversi. Ma, ovviamente, da domani parleremo anche di questo».  

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