Attenzione
Anno nuovo, Empoli (purtroppo) vecchio
David Biuzzi
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A destra la resa dei giocatori dellEmpoli A sinistra Moro (sopra) e Gorzegno (sotto) in azione Non ha la forza di imporre la sua superiorità, cade a Cittadella e torna nel baratro
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CITTADELLA. Se il tuo tecnico si chiama... Carboni, la sfida dell'Epifania non può che risultare amara. E così l'Empoli inaugura il suo 2012 nel peggiore dei modi, ovvero perdendo uno scontro diretto. Attenuanti generiche. Succede al Tombolato, davanti a un Cittadella che pure tutto fuorché irresistibile. Ma, evidentemente, per l'Empoli, per questo Empoli, può bastare anche così. Certo nel conto vanno messe anche le assenze (sono tante e sono pesanti), così come gli episodi che continuano a girare tutti contro. Ma a metà del guado - e con una classifica così - aggrapparsi agli alibi rischia di diventare un esercizio inutile se non dannoso. Meglio chiamarle attenuanti generiche, insomma, perché si poteva e si doveva fare meglio. Colpiti nel finale. Si parte con gli azzurri nella formazione annunciata, mentre nel 4-3-3 dei veneti l'esterno mancino è Carrà (e non Job). L'Empoli ha un discreto impatto sulla gara, anche se dopo pochi minuti perde Saponara (che esce in barella per i postumi di un calcione al volto subito da Pellizzer). Enra Brugman, al suo posto, e mentre il talento uruguaiano cerca di entrare in partita, i padroni di casa riportano il match sui binari dell'equilibrio. Le occasioni sono sporadiche, ma arrivano dall'una e dall'altra parte. Anche la gara cambia padrone di continuo, perché l'Empoli non ha la forza di imporre la propria superiorità tecnica (fatica in mezzo e davanti solo Mchedlidze vince i duelli). A spostare l'ago della bilancia, così, ci pensa Vitofrancesco che, sui titoli di coda del primo tempo, approfitta dello spazio che Signorelli gli concede sganciando un missile dalla lunga (circa 25 metri) che va a morire proprio all'incrocio dei pali. Solito black out. E' un colpo potenzialmente mortale, ma l'Empoli ha il merito (questo sì) di reagire col piglio della grande. Inizia la ripresa, cioé, assediando i veneti (in campo c'è Buscé al posto di Signorelli) e, al 9', il tocco di Mori (da terra) rimette le cose a posto. Anzi, il pallino ora sembra fra le mani degli azzurri. Che, però, commettoo l'errore di non insistere, di non andare a far male a un avversario che pare in difficoltà. Forse mancano anche le forze, per riuscirci, ma il fatto è che nel momento chiave qualcosa manca. Così si torna di nuovo sull'quilibrio, con l'Empoli che fa un po' più partita e il Cittadella che si difende e riparte. E qui la differenza la fa il solito sbandamento difensivo. Si materializza subito dopo la mossa di Carboni: dentro Regini per Guitto e passaggio al 4-4-2). Cioé al 27', quando Pelagotti esce male su un angolo di Di Roberto, proprio Regini allontana ma, sulla ribattuta dei veneti, ecco il patatrac: gli azzurri salgono per il fuorigioco, ma Buscé resta sulla linea e Di Carmine, in rovesciata, pesca l'angolo. E' un colpo mortale, stavolta, perché il tempo è poco e le forze anche. Nello spicchio finale, infatti, sono più le ripartenze dei padroni di casa (che falliscono il colpo del ko in almeno tre occasioni) che le occasioni azzurre. La migliore, proprio allo scadere, capita a Coralli che corregge al volo un lancio di Gorzegno ma trova la prodezza di Cordaz. Poco, troppo poco. Per il girone di ritorno, questo è chiaro, servirà un altro Empoli.
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