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Empoli

Carboni punta forte sul gruppo

Qui sopra la grinta del tecnico azzurro Guido Carboni mentre segue una partita dei suoi, a destra alcuni giocatori dell’Empoli festeggiano sotto la Maratona
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Qui sopra la grinta del tecnico azzurro Guido Carboni mentre segue una partita dei suoi, a destra alcuni giocatori dell’Empoli festeggiano sotto la Maratona

«Ai dirigenti l'ho già detto: i rinforzi ce li abbiamo in casa»

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 EMPOLI. Dalle sue parti, ad Arezzo, Babbo Natale è passato in anticipo. Poco meno di un mese fa, per l'esattezza, quando l'ex compagno e amico Marcello Carli lo ha chiamato al telefono: «Te la senti di allenare l'Empoli?». Lui, Guido Carboni, non se l'è fatto ripetere due volte. Ma ora, scartato il pacchetto, c'è anche il rovescio della medaglia. Ovvero guidare gli azzurri verso il traguardo della salvezza.  «Ad oggi - spiega il tecnico azzurro, il terzo della stagione - si può dire che l'Empoli sta uscendo da una brutta influenza. E' ancora un po' giù, ma sta prendendo le vitamine».  Che tipo di vitamine?  «Servono soprattutto autostima ed entusiasmo. Per un gruppo giovane che come il nostro sono fondamentali».  Tutto qui?  «Beh, quando sono arrivato ho trovato una situazione particolare, è vero. L'ambiente era scosso e in certi frangenti è bene parlare poco e lavorare il più possibile. E' esattamente quello che abbiamo fatto e, oggi, pensiamo di aver intrapreso la strada giusta».  E' la strada che porta alla salvezza?  «Il campionato di serie B è lunghissimo, imprevedibile e di solito comincia a scrivere la sua storia intorno a marzo. Mi piacerebbe molto, fra qualche mese, parlare di qualcosa di diverso, però la nostra realtà attuale dice che la salvezza è l'obiettivo da raggiungere e che per arrivarci servono un'identità precisa e continuità di risultati».  L'identità dell'Empoli è il suo 4-3-1-2?  «Non sono un integralista. L'Empoli lo avevao visto giocare spesso e, quando sono arrivato, ho pensato che ci fosse bisogno di più densità in mezzo per proteggere una difesa che spesso veniva presa d'infilata. Questo, però, non significa che in altri momenti e in altre condizioni la squadra non possa adottare altri sistemi».  Qualche idea?  «Non è questione di idee. Il fatto, ripeto, è che mi sono adeguato alle esigenze secondo le sensazioni e le impressioni che avevo. Ad oggi questo è il modulo più adatto alle nostre caratteristiche».  Una delle note dolenti, finora, è stata la condizione atletica: la sosta, in questo senso, vi aiuterà?  «Ma la condizione della squadra è quella che è non per colpa dello stoff o di chi mi ha preceduto. Il fatto è che ci sono tanti, troppi giocatori che hanno avuto problemi fisici di varia natura. Penso a Coralli, Brugman, ma anche Buscé, Coppola, Saponara. Tutti elementi che hanno dovuto saltare diversi allenamenti. E quando succede ne risenti, per forza. Così come Gorzegno e Ficagna risentono del fatto di non aver svolto la preparazione, o Regini di aver dovuto giocare sempre fino a fine novembre».  E dunque?  «Dunque sì, la sosta ci servirà per rimettere a posto tante di queste situazioni. Noi speriamo tutte. Anche perché il girone di ritorno inizierà con due gare difficili e importanti (le trasferte con Cittadella e Juve Stabia, ndr) e dobbiamo farci trovare pronti».  Sotto l'albero spera di trovare anche un regalo di Vitale e Carli, cioé qualche rinforzo?  «Ho parlato con la società e ho dato le mie indicazioni».  E cioè?  «Sono contento del gruppo che ho. E' chiaro che tutto è migliorabile, ma qui la qualità non manca, la disponibilità al lavoro di tutti è massima e i migliori rinforzi, a mio avviso, saranno proprio quei giocatori che ho citato prima e che, finora, sono stati frenati da problemi fisici».  Però dovrà fare a meno di Tavano?  «Lo aspettiamo per darci una mano in una fase fondamentale della stagione. Ma comunque ci sono giovani bravi come Mchedlidze, Shekiladze e Dumitru: tutti e tre, credetemi, hanno potenzialità impressionanti. E poi, e torno sempre sul solito discorso, noi il grande bomber ce lo abbiamo in casa. E' Coralli. Deve solo ritrovare la forma».

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