Il dolore
Il caso. Il presidente sta pensando a un regolamento interno da far firmare ai tesserati
Corsi vuole un codice anti-scommesse
D.B.
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Il presidente Fabrizio Corsi 1 MINUTI DI LETTURA
EMPOLI. La seconda mandata dell'inchiesta Lasts bet va avanti, a Cremona, con gli interrogatori dei giocatori arrestati nei giorni scorsi (oggi dovrebbe essere il turno dell'atteso Doni). L'Empoli, come raccontato nei giorni scorsi, è saltanto "sfiorato" dalla vicenda visto che nelle quasi 400 pagine di ordinanza non vengono mai citati nomi di tesserati o ex tesserati azzurri. Il solo riferimento, in pratica, resta il fatto che Carobbio avrebbe promesso agli slavi di perdere al Castellani col suo Grosseto (peraltro poi la gara finì 2-2). Eppure la notizia ha scosso anche l'ambiente azzurro. Le società, infatti, corrono il rischio di ritrovarsi invischiate in situazioni simili - tramite la responsabilità oggettiva - per gli errori di un singolo. Per questo il presidente Corsi e i suoi uomini stanno studiando l'idea di una sorta di codice etico "made in Empoli". Un regolamento interno, da far sottoscrivere a tutti, per vietare qualsiasi condotta sospetta (peraltro anche la Lega di B ora pensa a qualcosa del genere). L'avvocato Gianni Assirelli, in questi giorni, sta studiando la fattibilità della cosa, perché a stagione in corso non è detto che sia possibile.
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