Il Tirreno

Empoli

Il pivot biancorosso analizza il successo su Cecina e racconta come è arrivato al basket

Da aspirante portiere a re dei rimbalzi E ora Ravazzani sta trascinando l'Use

Roberto Felici
Il pivot Nicolò Ravazzani
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Il pivot Nicolò Ravazzani

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 EMPOLI. Da portiere mancato a miglior rimbalzista del girone con Varese e Acireale in serie C1, Cecina e Use in B2. La storia sportiva del pivot biancorosso Nicolò Ravazzani è iniziata sui campi di calcio. «Avevo un debole per il ruolo di portiere - racconta - gli idoli erano Pagliuca, che giocava nella "mia" Inter, e Taglialatela del Napoli. Per alcuni anni mi sono cimentato tra i pali nella formazione giovanile del mio paese, Abbiate Guazzone, in provincia di Varese. Dopo la scomparsa di questa squadra, sono stato spinto da mio cugino Mirko a partecipare a un allenamento estivo di basket e a 13 anni ho cambiato sport. Trafila nello Sportlandia di Tradate e poi a Varese».  La specialità della casa sono i rimbalzi...  «Ho vinto la classifica tre volte e spero di fare poker con l'Use (ha 13,7 di media e precede l'ex castellano Saponi in forza al Don Bosco Livorno, ndc). Un record personale l'ho già stabilito qui a Empoli con i 27 rimbalzi catturati contro Lucca. Il precedente era 25 in Acireale-Rosarno quando militavo nel quintetto siciliano».  Come è arrivato all'Use?  «In modo devo dire inatteso. A Cecina si era concluso il ciclo di Mattia Ferrari e avevo bisogno di cambiare aria. Ho ricevuto proposte dalla Lombardia vicino a casa, ma ho preferito restare in Toscana. Non mi aspettavo però una chiamata dall'Use, una delle rivali più accese nei derby contro Cecina, spesso con duri colpi in campo e qualche strascico nei post partita. Dopo la telefonata di coach Quilici per illustrarmi il suo "progetto", sono stato definitivamente convinto dalle parole di Mariotti e Gelli. Sono contento della scelta: è un ambiente in cui si guarda prima alle persone che alle qualità tecniche. Anche la recente cena natalizia svolta in un palazzetto strapieno ha dimostrato la singolarità della famiglia Use».  Avete chiuso l'anno solare battendo proprio la sua ex squadra.  «E' sempre un derby caratterizzato da molta rivalità anche se Cecina col nuovo coach e diversi nuovi acquisti ha un po' perso lo spirito battagliero del passato. Ma era una gara dura con una posta in palio alta in un periodo difficile per entrambe. Siamo stati sempre avanti nel punteggio respingendo ogni tentativo di rimonta. Poi sull'espulsione di Fratto è girata definitivamente a nostro favore. Con questi due punti ci presentiamo alla sosta più tranquilli dopo le prove poco brillanti contro Don Bosco Livorno e Cus Torino».

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di Redazione web