Gioco
Nello scandalo scommesse torna in primo piano il derby contro il Grosseto
David Biuzzi
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A destra unazione del derby col Grosseto del 30 maggio del 2010 In manette Carobbio: avrebbe dovuto far perdere i suoi La gara finì 2-2 e nessun tesserato azzurro è indagato
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EMPOLI. Empoli-Grosseto. Già, d'attualità c'è sempre il derby coi maremmani. Non quello andato in scena pochi giorni fa, ma quello del 30 maggio del 2010. Anche allora, curiosamente, la gara si chiuse sul 2-2, ma stavolta il calcio giocato c'entra poco o niente. Si parla di scommesse. Carobbio dentro. E, in particolare, del secondo round dell'inchiesta condotta dalla Procura di Cremona, "Lasta bet", che aveva già scosso il calcio italiano in estate. Ieri mattina sono scattati 17 ordinanze di custodia cautelare e, fra queste, c'è quella relativa a Filippo Carobbio, attuale giocatore dello Spezia ma regista del Grosseto nella stagione 2009/2010. E, non a caso, fra le gare messe sotto attenzione dagli investigatori, che sospettano combine andate in porto, ce ne sono tre dei maremmani. Fra cui, appunto, quella con l'Empoli, che il 30 maggio chiuse quel campionato. Gli inquirenti hanno parlato di un'organizzazione internazionale, con base a Singapore, i cui rappresentanti contattavano i giocatori, spesso alloggiando negli stessi alberghi delle squadre ospiti, per addomesticare i risultati. Sarebbero 20, in tutto, le partite in questione, fra cui anche alcune dello scorso torneo di A. La partita. Fra queste, appunto, Empoli-Grosseto. Una classica gara di fine stagione, con gli azzurri già fuori dai playoff e i biancorossi già salvi. L'unico obiettivo, per così dire, era permettere a Eder di vincere la classifica dei cannonieri. Segnò il definitivo 2-2, il brasiliano, dopo l'iniziale vantaggio di Tosto e la rimonta maremmana firmata da Esposito e dallo stesso Carobbio. La gara fu condita anche da tre pali e da diverse occasioni, su ambo i fronti, visto che si giocava in un clima da ultimo giorno di scuola. Nel mirino. Proprio di quella partita, però, si era cominciato a parlare alla fine del settembre scorso. Era, infatti, in un lungo elenco (in tutto 150 incontri) nel mirino degli investigatori di Napoli dopo una denuncia, presentata dai rappresentanti legali di un sito di scommesse, per un flussi di giocate giudicati anomali. Ora, come detto, questo nuovo colpo di scena con l'arresto di uno dei protagonisti quel match, Carobbio (che sarà interrogato oggi). Al momento, tuttavia, si tratta anche dell'unico diretto interessato ad aver subito un provvedimento restrittivo. Allo stato dei fatti, cioé, la posizione dell'Empoli sembrerebbe marginale visto che non risultato tesserati o ex tesserati indagati. La ricostruzione. Anche nelle 338 pagine non compaiono nomi di tesserati dell'Empoli. La combine, o meglio il tentativo, in estrema sintesi è riassunto così: dopo Grosseto-Reggina, accordo saltato perché la gara doveva terminare con la vittoria dei calabresi ma finisce 2-2, gli svali Ailja Ribic e Vinko Saka si accordano con Carobbio per far perdere il Grosseto a Empoli. La somma per il giocatore è di 60mila euro, ma anche stavolta le cose vanno male: finise ancora 2-2. L'Empoli non commenta. In casa Empoli, dunque, tutto è calmo. Tanto che il presidente Corsi ieri non ha voluto commentare le novità. «Su questa vicenda non ho niente da dire», la sua laconica dichiarazione. Anche il collega maremmano, Camilli, si dice sereno. «Non temo penalizzazioni - spiega - perché cosa può farci un presidente se un giocatore scommette in Asia? La gara di Empoli? Una normale gara di fine stagione». ALTRI SERVIZI A PAG. 6 E 7
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