Il dolore
Il grande ex e la sorte fermano l'Empoli
David Biuzzi
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A destra la disperazione di Coralli A sinistra Buscé che svetta (sopra) e un tiro di Mchedlidze (sotto) Gli azzurri prima perdono Tavano e Buscé poi s'inchinano a una conclusione deviata
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VICENZA. S'interrompe al Menti la serie d'oro dell'Empoli di Carboni. Si ferma di fronte al grande ex Gigi Cagni, anche se più che il Vicenza è la sfortuna a dimostrarsi un avversario impossibile da superare. Senza bomber. Si parte con moduli e interpreti annunciati e anche il copione del match, tutto sommato, è quello che ci si attendeva. Fedela al nuovo corso imposto da Carboni, cioé, l'Empoli parte con la difesa alta e il pressing a tutto campo. Solo che il grade ex Cagni non è certo una sprovveduto e, infatti, il suo Vicenza risponde con la stessa moneta. Si gioca in un fazzoletto di campo, insomma, coi padroni di casa che trovano spesso lo sbocco sulla destra, dove Bariti mette in difficoltà Gorzegno, ma senza diventare mai troppo pericolosi. Pesa, ovviamente, l'assenza del bomber di casa Abbruscato. In un contesto del genere, dunque, Tavano potrebbe e dovrebbe essere l'uomo in grado di fare la differenza. Peccato, però, che anche la gara di Ciccio-gol duri poco. Meno di 20 minuti, visto che al 19' l'attaccante azzurro è costretto a uscire per i postumi di una botta ricevuta qualche minuto prima da Martinelli (lascia il posto a Mchedlidze). Così, senza i due frombolieri principali, la sfida perde qualcosa e si va avanti sulla strada dell'equilibrio, con fiammate dall'una e dall'altra parte ma senza che nessuno dei contendenti riesca mai davvero a prendere il sopravvento. La malasorte. La ripresa inizia sulla stessa falsariga, tanto che al 2' l'Empoli va vicino al vantaggio (Giani "mura" Coralli) e al 6' la stessa situazione capita al Vicenza (Pelagotti dice no a Paolucci). Più che altro si lotta in mezzo, insomma, con fiammate estemporanee su ambo i fronti. Carboni prova a giocarsi la carta Saponara (che rivela Lazzari), Cagni sgancia Mustacchio (per Tonucci, con Gavazzi che va a fare il terzino destro) ma che il pomeriggio del Menti sia nero lo si capisce al 21', quando anche Buscé, dopo Tavano, chiede il cambio (entra Moro) per problemi fisici. Impressione confermata 60 secondi dopo, quando un tiro senza pretese dai 25 metri di Rigoni si trasforma nel gol-partita con la fortuita deviazione di Stovini. L'Empoli prova a reagire alla beffa riversandosi nella metà campo dei berici - e occupandola in pianta stabile per 10 minuti - e sfiorando il pari con un missile di un postivo Mchedlidze (28'). Fiutato il pericolo, la vecchia volpe di Cagni richiama Bariti e inserisce il difensore Pisano (che va a marcare a uomo Saponara proprio mentre il giovane fantasista comincia ad entrare in partita), poi replica con Botta (per Misuraca) che gioca addosso a Valdifiori. Gli azzurri, così, si ritrovano con le principali fonti di gioco ben controllate. Il resto lo fa una condizione fisica che è sì in crescita ma non ancora ottimale. Il Vicenza, insomma, sembra in grado di controllare il finale e, con Botta, timbra anche la traversa all'inizio del recupero. Il nuovo Empoli, però, oltre alle idee ha pure il cuore e, al 48', serve un super Frison per dire no a Coralli e per sancire una sconfitta, la prima della gestione Carboni, che ha un sapore simile a quello dell'ingiustizia.
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