Lutto
Il presidente Corsi sorride «Organizzati e intensi: siamo sulla strada giusta»
David Biuzzi
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In alto da sinistra: lo splendido gol del 2-0 firmato da Flavio Lazzari, il presidente Fabrizio Corsi e la gioia degli azzurri a fine partita Qui sopra il tecnico Guido Carboni mentre detta le indicazioni ai suoi 3 MINUTI DI LETTURA
EMPOLI. Soddisfatto. E' così che si definisce il presidente Fabrizio Corsi dopo la seconda vittoria consecutiva dell'Empoli. E non è un'ovvietà. No, non lo è perché era da tempo, da troppo tempo, che il massimo dirigente non poteva utilizzare quel termine. «E' la crescita della squadra che mi fa essere soddisfatto - sottolinea - perché finalmente abbiamo cominciato a vedere sul campo l'idea che tutti avevamo in testa: organizzazione e intensità. Anche se in questo momento non riusciamo ancora a tenere i ritmi alti per 90 minuti. Probabilmente, in questo senso, abbiamo ancora bisogno di qualche settimana di lavoro, di un certo tipo di lavoro». E, in effetti, il finale è stato da brividi. «Poteva starci. Andando a prendere gli avversari molti alti, come abbiamo fatto noi con l'Ascoli, ci sono vantaggi e svantaggi. Sicuramente questo ci permette di tenere gli altri lontani dalla nostra area di rigore e, quando riprendiamo la palla, di essere più insidiosi perché siamo già vicini alla porta. Però è anche un calcio molto dispendioso e, negli ultimi 20 minuti, molti dei nostri avevano la spia della riserva accesa». Quindi c'è da migliorare la condizione generale. «Esatto. Purtroppo nella prima parte abbiamo pagato qualche errore e anche tanti problemi legati a infortuni di varia natura. Però ora mi pare che siano cambiati i presupposti. E non è poco». In che senso? «Che oggi mi sento dire che, lavorando così, l'Empoli può togliersi dai guai. Ed è una considerazione incoraggiante, almeno per me, perché qualche tempo fa non avrei avuto questa consapevolezza». Merito di Carboni? «E' presto per una valutazione sul suo lavoro. Diciamo, però, che c'erano le ragioni per cambiare, tant'è vero che lo abbiamo fatto nonostante il secondo esonero in pochi mesi sia un fallimento soprattutto per la società». Ma secondo lei l'Empoli che futuro può avere in questo campionato? «Non mi faccio illusioni. La B è lunga e difficile e ci sarà da soffrire fino alla fine. Oggi, è vero, abbiamo una classifica migliore, ma sono convinto che anche chi ha 24 o 26 punti possa correre il rischio di essere risucchiato. Basta guardare cosa è accaduto al Livorno nell'ultimo periodo». Guai ad allentare la resa, insomma. «E' esattamente così. La differenza, ripeto, è che noi oggi crediamo di avere i presupposti giusti per continuare a giocarsela, per combattere fino alla fine, mentre qualche settimana fa eravamo decisamente meno ottimisti e meno convinti di noi stessi». In teoria, però, ci sarebbe anche il tempo per scalare altre posizioni. «Vero. Ma certe cose in B capitano raramente. E' successo nella passata stagione al Padova, ma abbiamo già pagato dazio in questo senso e ora, finalmente, abbiamo capito che dobbiamo inseguire un obiettivo diverso rispetto a quello che pensavamo in estate».
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