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R.F.
Ghizzani (Use)
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Ghizzani (Use)

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 EMPOLI. Il personaggio della settimana in casa Use Computer Gross è Alessandro Ghizzani. Dopo 460 partite di campionato e 3174 punti realizzati sta per lasciare la casacca biancorossa per iniziare il corso di vigile del fuoco a Roma. Un cambio radicale di vita a cui si aggiungerà a primavera il matrimonio con Erika. Il destino gli ha riservato come partita di congedo il classico derby di Castelfiorentino.  «Siamo rimasti in pochi a viverlo con grande intensità emotiva perché la vecchia guardia si è ridotta negli anni. Tra i nuovi sicuramente avrà un sapore particolare per l'ex Manetti. L'Abc è in forma smagliante e merita i complimenti. Nonostante la defezione di Ragionieri, ha mantenuto l'identità dello scorso campionato e inserito giocatori forti dal punto di vista tecnico e del carattere».  L'Use come sta?  «Non era una stagione facile con il cambio di guida tecnica, l'inserimento di un pivot dinamico (Ravazzani, ndc) che da anni non si vedeva e l'allargamento del roster ai giovani del vivaio. Siamo passati da grandi prestazioni come quella contro Lucca ad altre deludenti. Le potenzialità per disputare un buon campionato ci sono, ma vanno espresse tutte le settimane perché le avversarie sono agguerrite e non perdonano».  Come sta vivendo l'imminente distacco dalla maglia biancorossa?  «In modo sereno perché non definitivo. Il venerdì e nei giorni liberi infrasettimanali sarò ad allenarmi a Empoli. Mi piacerebbe continuare a giocare, magari in serie D col Biancorosso. Purtroppo non è possibile il doppio tesseramento e per eventuali necessità almeno fino a febbraio dovrei restare a disposizione dell'Use. Comunque ringrazio di cuore i tifosi e alcuni ex compagni che mi hanno salutato sabato scorso alla Lazzeri. Attestati di stima e amicizia veramente sinceri».  A chi pensa di lasciare l'eredità?  «Il posto nei dieci sarà preso da Derraa con cui mi sono già allenato. Ha un altro ruolo e sicuramente porterà un contributo di punti maggiore. Più in prospettiva e per le caratteristiche fisiche spero di veder crescere nei compiti da ala l'empolese Sesoldi».  Cosa ricorda del debutto avvenuto nel 1996 a 16 anni?  «Emozione indescrivibile. Per i giovani biancorossi dell'epoca il sogno non era la serie A, ma salire in prima squadra. Fu una convocazione improvvisa contro Poggibonsi in casa perché mancavano alcuni giocatori tra militari e infortunati. In pochi minuti realizzai 10 punti sorprendendo gli avversari che non mi conoscevano. Un esordio col botto a cui poi ha fatto seguito tanta gavetta e tanta panchina fino al 1998/99 quando ho iniziato a giocare stabilmente».

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