Sicurezza
E' una Coppa piena di note liete
dall'inviato David Biuzzi
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Il difensore azzurro Ricardo Chara mentre contrasta uniniziativa del viola Santiago El Tanque Silva Dalla conferma del talento di Brugman alla scoperta dell'altro georgiano
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FIRENZE. Anni fa, in un altro Empoli, c'era un ragazzotto sconosciuto che si mise in mostra in una match di Coppa Italia a San Siro. Si chiamava Carboni. Amedeo. Già, proprio il fratello (più famoso) dell'attuale tecnico azzurro. La sua carriera nel calcio che conta iniziò proprio così. E, in questi giorni, l'altro Carboni, Guido, ha ripetuto spesso questa storia ai suoi allievi. Voleva indicazioni, insomma, e le ha avute. Il talento. In particolare da Gaston Brugman. Era il più atteso, il giovane uruguaiano, e ha risposto presente. Nel 4-3-1-2 che il tecnico aretino dovrebbe riproporre anche in campionato, infatti, uno così può e deve starci. Ha il calcio nel sangue, la capacità di vedere e di fare gioco con una frazione di secondo d'anticipo sugli altri. Non è ancora al top, per il lungo stop di fine estate, ma ieri al Franchi erano in molti - addetti ai lavori e non - a chiedersi chi fosse quel numero 8 così bravo. Molti dei fischi a Montolivo, infatti, sono proprio "colpa" sua. L'altro georgiano. In Coppa Italia aveva giocato uno spezzone di gara con la Sampdoria, in Coppa Italia ha segnato il primo gol coi grandi. Non una rete banale, quella di Shekiladze, perché chi segna alla Fiorentina è destinato a restare nel cuore dei tifosi azzurri. Proprio lui, però, alla resa dei conti potrebbe diventare il nuovo Amedeo Carboni. Ovvero il giocatore che diventa protagonista grazie a un acuto in Coppa Italia. Il riscatto. Ma c'è anche chi, al Franchi, ha forse iniziato un percorso di rinascita (sportiva, ovviamente). Come Tonelli. Protagonista di un avvio di stagione difficilissimo, contro la Fiorentina ha guidato il reparto sbagliando qualcosa, ma dimostrando anche di essere tornato sui livelli dello scorso anno. Conferme e sorprese. Buona figura ha fatto anche Chara. Con qualche errore, è vero, e magari anche con qualche intervento poco ortodosso. Alla fine, però, ha smesso di essere un oggetto misterioso. Note incoraggianti, poi, da Guitto e Coppola. Sui gente così si può fare affidamento, anche in campionato. Come sul portiere Dossena, bravo e puntuale quando c'è stato bisogno di lui. Il modulo. La prima di Carboni, poi, era attesa anche sotto il profilo tattico. Come previsto il nuovo allenatore ha iniziato il derby con il 4-3-1-2, ma ha pure cambiato in corsa. Intanto lo schema, già nel primo tempo, diventava un 4-1-3-2 quando la Fiorentina spingeva sull'acceleratore, poi si è trasformato in un 4-2-3-1 con l'ingresso di Shekiladze (che si è piazzato largo sulla sinistra creando più di un guaio alla difesa viola). Il ricordo. Da segnalare, infine, anche un bel gesto della società. Prima della partita il responsabile della relazioni esterne Gianni Assirelli ha deposto un mazzo di fiori in sala stampa sotto la targa che ricorda la giornalista Manuela Righini. ALTRO SERVIZIO A PAG. 19
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