Il Tirreno

Empoli

Buscé non alza la bandiera bianca

David Biuzzi
Antonio Buscé infila il portiere modenese Caglioni in uscita E’ il gol del raddoppio azzurro nel match giocato e vinto domenica scorsa sul terreno dello stadio Braglia
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Antonio Buscé infila il portiere modenese Caglioni in uscita E’ il gol del raddoppio azzurro nel match giocato e vinto domenica scorsa sul terreno dello stadio Braglia

«Non ci sono lesioni muscolari, vorrei esserci anche col Verona»

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 EMPOLI. Il carattere è sempre il solito, ovvero quello di un combattente nato, ma purtroppo gli anni passano anche per lui. Così Antonio Buscé si trova ancora una volta costretto a stringere i denti per effettuare un provino, oggi, che difficilmente avrà esito positivo. L'impressione, cioé, è che alla fine l'esterno non sarà della partita di domani, quella con il Verona, ma lui vuole comunque provare a esserci.  Anche perché, fortunatamente, lo stop dell'altro ieri non è figlio di una lesione muscolare. «Abbiamo fatto l'ecografia per fugare ogni dubbio - sottolinea il giocatore - e il responso è stato negativo. Il muscolo è integro, insomma, ed è questa la cosa più importante».  Il problema, però, resta. L'indolenzimento accusato dietro la coscia destra (cioé non quella dove c'è la vecchia cicatrice che ogni tanto torna a farsi sentire) è qualcosa di più di un campanello d'allarme. «Lo staff medico - rivela il giocatore - pensa che possa trattarsi di un'infiammazione al nervo sciatico o di un problema alla schiena. Per questo oggi (ieri per chi legge, ndr) mi sono limitato alle terapie del caso, mentre domani (oggi per chi legge, ndr) proverò ad allenarmi per essere a disposizione del tecnico già dal match col Verona».  Anche perché la alternative sono poche (ne parliamo in altro articolo) e, soprattutto, perché Buscé stava attraversando un periodo eccellente. «In effetti - racconta - stavo bene, molto bene. Ed è proprio per questo che sono ancora più dispiaciuto da questo contrattempo. Ormai ho un'età (il prossimo 12 dicembre saranno 36 anni, ndr) in cui devo gestirmi. Per fare certe partite, cioé, ho bisogno di sentirmi come dico io. E, fino all'altro ieri, era proprio così».  E, in effetti, nell'azione del raddoppio in casa del Modena si è visto il Buscé dei tempi d'oro. Ovvero il pendolino che viaggia a tutta velocità sulla corsia di destra bruciando gli avversari e qualche volta anche l'erba. «Anche in questo caso - spiega - forse non posso più fare la fascia indietro come 10 anni fa, ma 2 o 3 colpi in canna ci sono ancora. Basta spararli nei momenti giusti».  Già, i momenti giusti. Proprio come quello che ora sembra attraversare l'Empoli. «Il fatto è - continua Buscé - che oggi non è così facile affrontarci. Finalmente abbiamo trovato una certa compattezza, siamo squadra, e quando il collettivo più funziona è più facile anche far emergere le qualità dei singoli. E, da questo punto di vista, noi siamo messi piuttosto bene».  La linea è tracciata, insomma, ma Buscé preferisce ancora la strada della prudenza. «Ora ci prepariamo ad affrontare un avversario, il Verona, che sta viaggiando bene e che sicuramente andrà preso con le molle.. E' chiaro - sottolinea - che proveremo a vincere la partita, ma dovremo essere bravi anche a usare la testa. Intanto non dobbiamo pensare di risolvere la questione in 10 o 15 minuti, poi dobbiamo sempre tenere presente che se non possiamo centrare il successo è assolutamente indispensabile non perdere».  E' la strada dei piccoli passi, insomma. Quella che Pillon aveva indicato da tempo e che anche altri senatori, come Gorzegno e Ficagna, hanno definito quello giusta. «Perché - aggiunge Buscé - questa è la serie B. La continuità è il segreto, l'arma da usare qualsiasi obiettivo tu insegua. Ecco perché, anche col Verona, serviranno il cuore e le gambe, ma anche la testa».  Resta da capire, oggi, se l'Empoli potrà contare anche sul cuore, le gambe e la testa di Buscé. «Non voglio alzare bandiera bianca prima di averci provato - sottolinea - anche perché l'esito degli esami ha almeno certificato che non corro rischi di aggravare la situazione». Il tempo, però, è quello che è. Le sensazioni, dunque, non sono positive. Ma certo sarebbe già importante averlo in panchina per disputare almeno uno spezzone di gara.  

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