Sicurezza
La truppa castellana ormai ha spiccato il volo ed è riuscita a piegare anche Bologna
Squarcina svela il segreto dell'Abc «Nelle difficoltà riusciamo ad esaltarci»
Roberto Felici
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Niccolò Squarcina ala grande del 1983 è approdato la scorsa estate nelle file dellAbc Nella passata stagione ha giocato ad Agrigento 2 MINUTI DI LETTURA
CASTELFIORENTINO. L'Abc La Falegnami ha mollato gli ormeggi e ora veleggia al 4º posto. Neppure l'assenza di Marcante ha frenato la striscia positiva giunta a 6 su 7. Ne parliamo con Niccolò Squarcina, ala grande del 1983, cresciuto nelle giovanili dell'Auxilium Torino, con trascorsi a Cantù, Vigevano e Agrigento (6,9 punti e 5,3 rimbalzi le medie della scorsa stagione). Partiamo dall'ultima impresa compiuta contro Bologna. «Partita difficilissima contro una squadre reduce da 7 vittorie consecutive. E' stato bello giocare di fronte a un pubblico più numeroso e rumoroso del solito per la presenza di una larga rappresentanza della mitica "Fossa dei leoni" bolognese che dai palazzetti di serie A si è spostata al seguito di questa nuova realtà della B2. Ha fatto un tifo molto colorito e "rubato" due volte il pallone, ma tutto sommato è stata una carica in più per noi. Dal punto di vista tattico abbiamo messo in pratica le cose preparate in settimana. Sapevamo di avere di fronte un quintetto atipico senza lunghi e sempre pronto ai raddoppi di marcatura sotto canestro. Ci siamo adattati cercando di scaricare la palla dalla posizione di post basso sul lato debole della loro difesa. Inoltre la preventiva assenza di Marcante ha imposto movimenti diversi e spirito di sacrificio a tutti». Insomma una vittoria di squadra. «C'è un bell'affiatamento e nei momenti di difficoltà ognuno riesce a dare qualcosa in più. Era già capitato a Prato nel turno precedente quando mancava Montagnani (autore di 25 punti al rientro, ndc). Così stiamo lanciando segnali forti in un girone molto combattuto». Dove potete arrivare? «Il bilancio parziale è ottimo e ci rende sereni. Dopo le due sconfitte iniziali contro Cecina e Torino avevamo meno convinzione nei nostri mezzi. Ora che abbiamo ingranato la marcia giusta vogliamo arrivare più in alto possibile». Come si trova a Castelfiorentino? «La società è ben organizzata e nello spogliatoio col mio carattere non ho problemi a legare coi compagni. Con tre doppie sedute di allenamento tempo libero ne rimane poco. Di solito lo trascorro con De Laurentiis perché gli altri hanno la possibilità di tornare a casa. Piano piano sto scoprendo il territorio locale e quello senese. Della Toscana finora conoscevo solo la Versilia perché mio padre è viareggino». Il basket è lo sport di famiglia? «La numero uno è mia madre Anna che ha militato in serie A nella Sisport. Anche mio padre Giorgio ha un buon curriculum tra B e C che all'epoca veniva subito dopo la massima serie. Però non sono andato subito in palestra da bambino. Prima ho provato calcio, pallavolo, judo e canottaggio».
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