Il Tirreno

Empoli

Altro che integralista Le novità di Pillon hanno scavato il solco

David Biuzzi

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 EMPOLI. Chi pensava che fosse un'integralista del 4-4-2 evidentemente si sbagliava. Bepi Pillon, infatti, sa anche cambiare, adattarsi alle esigenze del campo e domenica scorsa, per sbancare il Braglia, ha utilizzato addirittura tre sistemi di gioco diversi.  Cambio in corsa. Ha iniziato con il solito 4-4-2, anche se stavolta lo ha presentato nel segno della qualità. Ovvero con due punte, due esterni ma anche due centrocampisti centrali dai piedi buoni (Signorelli e Valdifiori). Le vere novità, comunque, sono arrivate in seguito. La prima dopo il gol del vantaggio di Tavano e, soprattutto, dopo l'ingresso di Di Gennaro nelle file degli gli emiliani. Con lui fra le linee, infatti, i canarini stavano spingendo e creando occasioni, così Pillon è intervenuto anche senza dover operari cambi. Ha arretrato Signorelli e accentrato i due esterni trasformando il modulo in un 4-1-3-2 che gli azzurri avevano adattato solo qualche anno fa durante la seconda gestione di Silvio Baldini.  L'altra variante. Dopo un'altra manciata di minuti, poi, con Coralli ormai esaurito (sotto il profilo fisico), Pillon ha rimescolato ancora le carte. Invece di sostituire una punta con una punta, cioé, ha sganciato Saponara e trasformato ancora il sistema: stavolta in un 4-1-4-1. Un po' anomalo, però, visto che per non correre il rischio di schiacciarsi troppo è stato Lazzari (non propriamente un mediano) a fare coppia con Valdifiori davanti al solito Signorelli rimasto ad agire nel ruolo di play basso. Scelte che hanno pagato, entrambe, perché il Modena ha attenuato il suo forcing trovando sempre meno spazi e perché proprio i due esterni, in pratica attaccanti di sostegno in fase di possesso palla, hanno confezionato il (bel) gol del raddoppio.  Sguardo avanti. Mosse, insomma, che sono state importanti per il primo blitz esterno e che, probabilmente, potrebbero rivelarsi assai interessanti anche in chiave futura. Lo stesso Pillon, in effetti, ha rivelato pubblicamente di essere stuzzicato dall'idea di far giocare insieme Tavano, Coralli e Brugman. Succederà, probabilmente, quando anche gli ultimi due avranno definitivamente recuperato la forma migliore (ed entrambi, di recente, hanno dovuto fare i conti con problemi fisici di non lieve entità), ma quando sarà il momento la strada potrebbe anche essere in uno dei due nuovi moduli che il tecnico di Preganziol ha disegnato per l'Empoli.  

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