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CALCIOPOLI

Un anno a Puglisi e Titomanlio

L’ex dg juventino Luciano Moggi nell’aula del tribunale di Napoli durante una delle udienza del processo di primo grado in merito allo scandalo di calciopoli
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L’ex dg juventino Luciano Moggi nell’aula del tribunale di Napoli durante una delle udienza del processo di primo grado in merito allo scandalo di calciopoli

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 EMPOLI. Colpevoli. E' stato questo il giudizio di primo grado sui protagonisti di Calciopoli. E, tra i condannati, non c'è solo Luciano Morri, ma anche due ex assistenti di linea che, in qualche modo, avevano parlato di un Empoli coinvolto nella vicenda: Claudio Puglisi e Stefano Titomanlio.  Il primo, in particolare, aveva parlato dei vantaggi che gli azzurri avrebbero avuto durante una gara col Vicenza (vinta per 2-1 con 2 rigori a favore) e di cui avrebbero saputo da un collega, Cuttica, con l'allore dirigente addetto agli arbitro del Milan, Meani. Titomanlio, invece, parlando sempre con l'ex esponenterossonero (anche lui condannato in primo grado) aveva definito il dg azzurro Vitale «un maneggione». Per questi episodi lo stesso Vitale e anche il presidente Corsi erano stati ascoltati dagli uomini del procuratore federale Palazzi. La giustizia sportiva, però, non aveva mosso contestazioni alla società azzurra e, addirittura, il direttore generale empolese si presentò davanti alla Figc senza avvocato e chiedendo espressamente un confronto diretto con Titomanlio per chiedere a lui notizie sulla definizione ricevuta.

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