Gioco
L'Unione club riparte con Bagnoli al timone e un consiglio allargato
David Biuzzi
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Unimmagine dei tifosi azzurri nella Maratona dello stadio Carlo Castellani Nel direttivo ora ci sono anche 7 garanti e 3 revisori Il presidente: «Ora serve un incontro con Corsi e Vitale»
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EMPOLI. Strano paese, l'Italia, dove c'è chi resta aggrappato alla poltrona con le unghie e con i denti, ma anche chi non riesce proprio a lasciarla nonostante tutta la buona volontà. E' il caso di Athos Bagnoli, nuovamente confermato nella carica di presidente dell'Unione club. Non una condanna, sia chiaro, ma lui ha provato in tutti i modi a farsi da parte. Invece niente, l'assemblea dell'altra sera, all'azienda agricola Montemagnoli a Casenuove, lo ha voluto ancora al timone, per altri tre anni. «Ci sono ormai dal '97 - sottolinea lui - e avrei fatto un passo indietro più che volentieri. Il mondo va avanti e bisogna lasciare il campo ai giovani. Non a caso tutto il consiglio si è presentato dimissionario». Poi cosa è successo? «Mi è stato chiesto di restare in carica e ho accettato per un semplice motivo: all'assemblea c'erano oltre 40 persone. Tante. E questa ritrovata voglia di fare mi ha convinto. Non potevo tirarmi indietro, insomma». E, infatti, è ancora lì. «Però mi preme sottolineare che abbiamo allrgato il gruppo direttivo. Oltre alle 7 persone del consiglio, infatti, abbiamo nominato anche i 7 garanti e i 3 revisori previsti dal nostro statuto. In questo triennio, insomma, ci saranno 17 persone, in rappresentanza di tutti i gruppi attiivi, a portare avanti il lavoro». Quali sono gli obiettivi di questo nuovo mandato? «Il primo, l'ho già detto all'assemblea, e di trovare chi mi sostituirà fra tre anni, perché alla fine di questo mandato il ricambio diventerà assolutamente necessario. Più a breve termine pensiamo di tornare in trasferta il prima possibile. Magari con un pullman per Gubbio, domenica 27, con tanto di gita nella bella cittadina umbra». E gli altri? «Come prima cosa vogliamo chiedere un incontro con il presidente Corsi e il direttore generale Vitale. Non tanto per analizzare l'andamento di questa stagione ma per capire, più in generale, quale sarà il futuro dell'Empoli. Il calcio sta cambiando rapidamente e ci piacerebbe sapere le stretegie del club. Più o meno sappiamo che la società, per sopravvivere, ha bisogno di formare, valorizzare e poi vendere i giocatori, però credo che sia importante sentirselo dire dai massimi dirigenti per compattare ancora di più l'ambiente. Sempre in questo senso, poi, vorremo ripristinare gli incontri pubblici con i giocatori. Riteniamo che sia un modo per avvicinare squadra e tifoseria». Ce n'è bisogno visto anche l'andamento di questa stagione. «Sì, anche se bisogna precisare che l'ambiente, per ora, si sta dimostrando un punto di forza. Mi pare che lo stesso presidente Corsi lo faccia notare spesso. Certe iniziative, però, non possono che rafforzare questa unione. A Empoli saremo anche pochi, insomma, ma remiamo tutti dalla stessa parte». Ripartirà la Scuola del tifo azzurro? «Certo che sì. E' l'iniziativa che ha avuto più successo e ci ha dato più soddisfazioni, anche personali, in questi anni. E molte scuole ci hanno già contatto per chiederci come e quando attivarsi».
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