Sicurezza
Totò prova a risollevare l'Empoli
David Biuzzi
«E' un momento nero, ma ci sono le condizioni per venirne fuori»
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EMPOLI. Sarebbe stato più normale trovarlo alla periferia di Firenze, ad esempio nella zona di Coverciano, che a passeggio per le vie del centro di Empoli. Ma Totò Di Natale, il re del gol dell'attuale campionato di serie A come degli ultimi due non è con la nazionale di Prandelli e ha approfittato della sosta del campionato per tornare a casa. «E' da tre mesi che non venivo», sottolinea. Quasi 100 giorni lontano con Empoli e l'Empoli lontano dagli occhi, ma non dal cuore. Già, perché Totò l'azzurro ce l'ha dentro - in attesa di rimettere, fuori, quello dell'Italia - e il difficilissimo avvio di stagione preoccupa lui come qualsiasi altro tifoso. «Purtroppo le cose stanno andando male - dice il bomber - decisamente peggio di quanto ci si potesse aspettare. Però il calcio è fatto anche di periodi di questo tipo. L'importante, quando capitano a te, e non perdere la testa e cercare di lavorare senza perdere l'entusiasmo». Non è facile, però. «Non è facile ma è l'unica strada. E comunque a Empoli se non altro c'è l'ambiente giusto. Ho già parlato ancora con Fabrizio (il presidente Corsi, ndr) e l'ho trovato giustamente preoccupato, ma anche conscio dei mezzi della squadra e deciso ad aiutarla a ripartire». Anche col mercato? «Questo, semmai, dovreste chiederlo a lui». Intanto il suo ex allievo, Tavano, continua a buttarla dentro... «E meno male che c'è Ciccio. D'altra parte non posso dirmi sorpreso delle sue prodezze personali. Era fortissimo da ragazzino ed è sempre stato forte. Sapevo che, tornando a Empoli, avrebbe ripreso a fare quello che ha sempre fatto. Ora deve insistere e, magari, la squadra deve fare in modo che le sue reti fruttino punti». Ovvero quello che succede a lei a Udine. «Ma uno dei nostri segreti è quello di prendere pochi gol. E anche l'Empoli deve migliorare soprattutto in questo senso. Mi pare, però, che qualcosa si sia già visto. Il lavoro di Pillon, l'inserimento di Ficagna e la crescita di altri giocatori ha prodotto qualcosa». Ma non abbastanza. «Ripeto, non è sempre semplice uscire da certe situazioni. Serve tempo e pazienza». Ma lei ci crede? «Sì. E non solo perché tifo per l'Empoli. Ci credo perché ci sono i presupposti e, ripeto, qualche passo nella giusta direzione è già stato fatto».
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