Il Tirreno

Empoli

Il massimo dirigente preferisce porre l’attenzione sui margini di miglioramento della squadra

Il presidente Corsi non s'accontenta «Dobbiamo crescere e concedere meno»

David Biuzzi
Sopra Riccardo Saponara contrastato da Marino A destra la curiosa esultanza di Coralli e Tavano
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Sopra Riccardo Saponara contrastato da Marino A destra la curiosa esultanza di Coralli e Tavano

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 EMPOLI. La qualità dell'attacco, le tante occasioni concesse, la sofferenza. C'è stato un po' di tutto dentro il posticipo del Castellani. Ma, soprattutto, c'è stato il ritorno alla vittoria dell'Empoli. Un successo che mancava da molto, troppo tempo. E che, ora, potrebbe rappresentare il punto di partenza per iniziare un nuovo cammino. O almeno è così che la vede il presidente azzurro Fabrizio Corsi. Che, ovviamente, incassa la caduto con soddisfazione ma senza nascondere i problemi che ancora restano da risovlere.  «In effetti - sottolinea - la cosa migliore sono sicuramente i tre punti. A tratti abbiamo fatto buone cose, soprattutto in fase offensiva, ma sicuramente abbiamo concesso troppo».  Difesa ancora da rivedere, insomma, anche se l'analisi del massimo dirigente è un po' più profonda. «Il fatto di attraversare un momento di difficoltà - spiega - sicuramente ha pesato sulla nostra prestazione. Il peso delle quattro sconfitte consecutive, insomma, si è sentito. E si è sentito soprattutto nella fase di non possesso palla. Sotto questo profilo, è inutile negarlo, c'è ancora molto da lavorare perché la Reggina ha decisamente avuto troppo occasioni da gol».  E dire che, stavolta, le cose si erano davvero messe bene. L'immediato doppio vantaggio, però, non è stato gestito benissimo. «Eravmo avanti 2-0 al minuto numero 8 - insiste Corsi - e dunque la partita doveva essere più facile. Però, ripeto, ha pesato la situazioni. Alcuni ragazzi al minimo errore finoscono per fare un po' di confusione».  L'Empoli che può e deve crescere, insomma. Con la differenza, però, di poter tornare al lavoro con più serenità. «Dobbiamo ricominciare da qui - dice ancora il presidente - pensando soprattuttyo ai problemi da risolvere. Però poterlo fare con un risultato utile alle spalle è sicuramente un vantaggio. Questo successo, insomma, ora dobbiamo farlo fruttare lavorando con più tranquillità ma con la stessa voglia di riuscire a trovare un atteggiamento più equilibrato».  Il messaggio, dunque, è chiaro: ripartire dall'acuto con la Reggina per crescere. «Sì - conferma Corsi - è così. Ma devo dire che possiamo andare avanti con fiducia perché questa squadra ha sicuramente ampi margini di crescita. E penso anche alla condizione fisica, visto che nel posticipo siamo calati molto nella parte finale».  Problema che, secondo il presidente, è più legato ai singoli che a una questione di squadra. «Avevamo in campo Ficagna all'esordio assoluto - ricorda - avevamo Coralli alla prima di campionato e anche Mori reduce da un infortunio di almeno un mese. Diversi giocatori, cioé, non potevano essere al meglio e, alla lunga, questo ha avuto un peso. Ecco, da questo punto di vista miglioreremo sicuramente».  Resta da capire quanto il successo dell'altro sera sia stato decisivo per Aglietti. Il tecnico, secondo molti, era in discussione ma il massimo dirigente azzurro sembra avere un punto di vista diverso della situazione pre e post Reggina. «E' chiaro che, soprattutto nel calcio italiano, la posizione dell'allenatore è sempre molto legata ai risultati. Però a Empoli - conclude il presidente - abbiamo una cultura sportiva diversa. Noi, infatti, siamo abituati a valutare i nostri tecnici soprattutto come come lavorano sul campo. E' un modus operandi che adottiamo da tempo e che, per ora, ha sempre pagato». La traduzione, quindi, è che Aglietti sarebbe rimasto in sella anche se la partita contro la Reggina fosse andata in un altro modo. E ora, dunque, non resta che rimboccarsi le maniche per la sfida di sabato contro la corazzata Padova.  

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