Il Tirreno

Empoli

C'è troppa Samp per un Empoli fragile

David Biuzzi
Facce lunghe (per gli azzurri) alla fine del match Per l’Empoli è appena arrivata la terza sconfitta consecutiva
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Facce lunghe (per gli azzurri) alla fine del match Per l’Empoli è appena arrivata la terza sconfitta consecutiva

L'orgoglio e il solito Tavano non bastano: pesano ancora gli errori difensivi

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 EMPOLI. C'è Tavano che segna sempre, c'è il coraggio, c'è l'orgoglio, c'è il calore degli ultrà. Per l'Empoli, però, c'è anche una fragilità maledetta, eccessiva. E pesa, pesa tanto sulla testa, sulle gambe e negli episodi. E contro una big come la Samp proprio non puoi permettertela.  Troppo fragili. L'Empoli parte nel 4-4-1-1 annunciato, mentre Atzori abbandona la difesa a 3 per disegnare un 4-4-2 fatto su misura per Foggia (all'esordio). Ed ha ragione, anche se l'uomo che scava il solco è l'altro esterno, Semioli. Dopo una partenza, quella azzurra, che pare anche incoraggiante, infatti, la Samp passa alla cassa alla prima azione con il cross di Semioli che scavalca Stovini e Pozzi che inzucca rabbiosamente nella porta che fu sua senza esultare (come in Coppa). Difesa in tilt, insomma, come triste tradizione di questo avvio di stagione (9, ora, i gol incassati in 4 gare). Anche la corazzata blucerchiata, però, dietro ha qualche problema. Tanto che fra la truppa di Aglietti e l'immediato pari c'è soltanto la traversa. L'Empoli è in partita, insomma, ma a portarlo quasi fuori arriva il secondo sbandamento di una retroguardia troppo fragile (anche a livello mentale). Al 17', infatti, ci si mettono in tre (Vinci, Tonelli e Pelagotti) a spalancare la porta del raddoppio a Bertani. E stavolta la botta arriva. Per qualche minuto, cioé, gli azzurri faticano anche a trovare la soluzioni più semplici (nonostante il generoso e incessante sostegno di una splendida Maratona). Rischiano, anche, perché la catena di destra concede un'infinità. Ma anche la Samp ha i suoi guai, e sempre sulla destra. Saponara annichilisce Volta (fuori ruolo e poco aiutato da Foggia) e il resto lo fa il solito, immenso Tavano. Suo il gol che riapre i giochi, mentre proprio allo scadere Romero deve metterci su una pezza (su Saponara) per mandare al riposo i suoi avanti di uno.  Altri regali. La ripresa si apre con gli stessi interpreti e con gli azzurri che producono uno sforzo importante. Costringono la Samp alla difesa e oltranza e, al 5', ci starebbe un rigore (Castellini su Tavano) che Giancola non accorda. Nel momento migliore, però, un altro svarione (ancora di Vinci) mette in moto Semioli e il risultato è lo stesso del primo tempo: cross per Pozzi, stavolta basso, e palla in fondo al sacco. Aglietti sgancia subito Dumitru e Cesaretti (fuori e Mchedlidze e Vinci, Buscé va a fare il terzino e Saponara si sposta a destra), ma Atzori risponde rinforzando la corsia debole con Padalino (per Foggia). Dentro va anche Valdifiori (inizialmente in panchina perché in ritardo di condizione), ma per l'Empoli ora c'è una montagna (e pure di quelle particolarmente alte) da scalare. La volontà c'è, e non è poco, la generosità pure, ma a livello psicologico e tattico la Samp (che è già fortissima di suo) ha mille vantaggi. Qualcosa si comincia a rivedere appena passata la mezzora, quando però manca la fortuna per concretizzare. In più ci si mette anche il pessimo Giancola che, al 40', non fischia un fallo clamoroso su Saponara al limite e, sul ribaltamento di fronte, concede un rigore generoso a Piovaccari (che si butta prima) espellendo pure Regini. Dal dischetto, però, lo stesso Piovaccari fa giustizia (anche dell'Empoli) scaricando sulla traversa.

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