Sicurezza
Aglietti chiede più sacrificio
David Biuzzi
◗
Labbraccio fra giocatori, tecnici e sanitari azzurri in occasione della gara di Coppa contro la Sampdoria E una scena che ormai si ripete prima dellinizio di ogni partita che gli azzurri giocano al Carlo Castellani Il tecnico vuole ritrovare al più presto la cattiveria agonistica
2 MINUTI DI LETTURA
EMPOLI. Gli uomini sono gli stessi (tranne Regini, che però conosce bene quello che vuole il suo allenatore), il modulo non c'entra (perché anche col ritorno al 4-3-3, a Brescia, i problemi ci sono stati). Per spiegare i guai dell'Empoli nella fase difensiva (e non in difesa, la differenza è sostanziale), dunque, resta un solo aspetto (o quasi): l'atteggiamento. Ed è proprio l'aspetto che Alfredo Aglietti evidenzia quando parla dei 6 gol (decisamente troppi) incassati nelle prime 3 gare di campionato. «Forse non abbiamo lo stesso atteggiamento della passata stagione - sottolinea - forse non abbiamo la stessa cattiveria agonistica». E' questo che la preoccupa maggiormente? «Sì, anche se è comunque un aspetto sul quale si può lavorare. Il nostro è un problema di fase di non possesso. A volte siamo distratti, ci perdiamo, ma in altre occasione scendiamo bene sotto la linea della palla, solo che lo facciamo in maniera scolastica». Sarebbe a dire? «Che bisogna sacrificarsi di più. Tutti. Per ottenere risultati, cosa che noi possiamo e vogliamo fare, non si può prescindere dal sacrificio. E attenzione, non mi riferisco ai nostri difensori. Non è colpa loro, non è un problema loro ma di squadra». Eppure il precampionato non faceva pensare a un avvio così difficile... «Forse, come ho già detto ai ragazzi, ci siamo un po' "imborghesiti". Ovvero abbiamo pensato, anche incosciamente, che avendo più qualità i risultati sarebbero arrivati con minore sforzo. Ed è la strada sbagliata. Se pensiamo che ci basti meno per vincere facciamo un errore clamoroso. Serve intensità, voglia, grinta. Il sacrificio, insomma». E' scattato l'allarme? «No, la nostra non è una situazione drammatica. Stiamo sbagliando alcune cose, lo ripeto, ma io ho una fiducia enorme in questa squadra. Anche perché sono ragazzi bravi, intelligenti e disponibili. Con questi presupposti è più facile affrontare i problemi. E, oltretutto, bisogna essere onesti e dire che in questo momento anche gli episodi ci girano contro. Penso ad alcuni errori individuali fin troppo banali, ma anche a quello "strano" rigore che ci hanno fischiato a Brescia».
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
