Il Tirreno

Empoli

Aglietti chiede più sacrificio

David Biuzzi
L’abbraccio fra giocatori, tecnici e sanitari azzurri in occasione della gara di Coppa contro la Sampdoria E’ una scena che ormai si ripete prima dell’inizio di ogni partita che gli azzurri giocano al Carlo Castellani
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L’abbraccio fra giocatori, tecnici e sanitari azzurri in occasione della gara di Coppa contro la Sampdoria E’ una scena che ormai si ripete prima dell’inizio di ogni partita che gli azzurri giocano al Carlo Castellani

Il tecnico vuole ritrovare al più presto la cattiveria agonistica

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 EMPOLI. Gli uomini sono gli stessi (tranne Regini, che però conosce bene quello che vuole il suo allenatore), il modulo non c'entra (perché anche col ritorno al 4-3-3, a Brescia, i problemi ci sono stati). Per spiegare i guai dell'Empoli nella fase difensiva (e non in difesa, la differenza è sostanziale), dunque, resta un solo aspetto (o quasi): l'atteggiamento. Ed è proprio l'aspetto che Alfredo Aglietti evidenzia quando parla dei 6 gol (decisamente troppi) incassati nelle prime 3 gare di campionato. «Forse non abbiamo lo stesso atteggiamento della passata stagione - sottolinea - forse non abbiamo la stessa cattiveria agonistica».  E' questo che la preoccupa maggiormente?  «Sì, anche se è comunque un aspetto sul quale si può lavorare. Il nostro è un problema di fase di non possesso. A volte siamo distratti, ci perdiamo, ma in altre occasione scendiamo bene sotto la linea della palla, solo che lo facciamo in maniera scolastica».  Sarebbe a dire?  «Che bisogna sacrificarsi di più. Tutti. Per ottenere risultati, cosa che noi possiamo e vogliamo fare, non si può prescindere dal sacrificio. E attenzione, non mi riferisco ai nostri difensori. Non è colpa loro, non è un problema loro ma di squadra».  Eppure il precampionato non faceva pensare a un avvio così difficile...  «Forse, come ho già detto ai ragazzi, ci siamo un po' "imborghesiti". Ovvero abbiamo pensato, anche incosciamente, che avendo più qualità i risultati sarebbero arrivati con minore sforzo. Ed è la strada sbagliata. Se pensiamo che ci basti meno per vincere facciamo un errore clamoroso. Serve intensità, voglia, grinta. Il sacrificio, insomma».  E' scattato l'allarme?  «No, la nostra non è una situazione drammatica. Stiamo sbagliando alcune cose, lo ripeto, ma io ho una fiducia enorme in questa squadra. Anche perché sono ragazzi bravi, intelligenti e disponibili. Con questi presupposti è più facile affrontare i problemi. E, oltretutto, bisogna essere onesti e dire che in questo momento anche gli episodi ci girano contro. Penso ad alcuni errori individuali fin troppo banali, ma anche a quello "strano" rigore che ci hanno fischiato a Brescia».  

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