Attenzione
La grande gioia di Carboncini
Filippo Cioni
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Lorenzo Carboncini (in primo piano) e Niccolò Mornati in azione nella finale dei mondiali «La medaglia? Finalmente una bella soddisfazione»
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EMPOLI. Lorenzo (Carboncini) è tornato alla medaglia mondiale alla quale, in carriera, era largamente abituato ma che nelle ultime due stagioni gli era sfuggita. Lo ha fatto con una gara delle sue, nella rassegna iridata in Slovenia: una prima parte di percorso più ragionata ma senza farsi distaccare troppo, quasi un controllo da dietro, per poi andare in progressione nella seconda. Purtroppo chi lo ha preceduto - nell'ordine Nuova Zelanda e Gran Bretagna - sembra per il momento imprendibile e sarà difficile sperare in una loro flessione nell'anno olimpico. Carboncini e Mornati, gli alfieri del due senza azzurro, dovranno impegnarsi a fondo in questi 11 mesi che li separano dall'evento olimpico per una ulteriore crescita della barca, che è ancora possibile. La speranza, però, è che soprattutto siano mesi in forma perché a 35 anni gli acciacchi sono sempre in agguato in modo da non disturbare una preparazione che faranno al massimo. «Lorenzo ha dalla sua una vasta esperienza di grandi eventi - sottolinea Renzo Borsini della Canottieri Limite - e questo sarà un valore aggiunto in una finale olimpica che speriamo sia alla portata. Intanto tanti complimenti per la medaglia e la qualificazione alla sua quarta olimpiade, ma nel mirino ci sono già gli europei fra due settimane in Bulgaria». Nessun riposo, dunque. «Sto più con Niccolò che con mia moglie - scherza Lorenzo Carboncini, 35 anni - e dunque la medaglia ci voleva proprio, non salivamo sul podio al mondiale da 4 anni (argento nel quattro senza a Monaco 2007, ndc). Il numero 13, il numero di Campionati del Mondo da me disputati, ha portato davvero bene». L'ultima medaglia dell'Italia in questa specialità risaliva al 2005: in Giappone, a Gifu, la vinsero il Dario Lari e Luca Agamennoni. «Dopo aver fatto l'otto nel 2009, sapevamo sarebbe stata dura il primo in questa specialità: io non salivo sul due senza dal 1997, Niccolò non l'aveva mai fatto. Abbiamo creduto sempre, giorno dopo giorno e gara dopo gara, nei miglioramenti di questa barca: il primo anno ci siamo dovuti accontentare del quarto posto, quest'anno ci siamo finalmente tolti una bella soddisfazione». E adesso? «Proseguiamo su questa strada, è quella giusta per arrivare alle Olimpiadi». Nel 2011, oltre al bronzo mondiale di Bled, il due senza azzurro ha conquistato l'argento in Coppa del Mondo a Monaco, è stato finalista a Henley e si è piazzato quinto a Lucerna.
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